Bimba giù dal terrazzo, svolta terribile: la mamma confessa. «L’ho spinta io, ho sentito una voce»

martedì 15 maggio 13:29 - DI Martino Della Costa

Gli inquirenti, forse, lo avevano capito da quegli strani segnali desunti dai rilievi, appurati dalle dichiarazioni, in qualche modo colti tra le righe di quelle ricostruzioni fatte a caldo, raccontate tra paura e sconcerto. Eppure, quando al termine dell’interrogatorio, è arrivata la confessione choc della mamma della piccola di neanche tre anni volata giù dal terrazzino di casa a Mogliano, domenica pomeriggio, quel senso di smarrimento e di dolore che accompagnano la drammatica vicenda sin dalle sue prime battute, è come se si fossero improvvisamente elevati all’ennesima potenza.

Bambina giù dal terrazzo, la confessione choc della mamma

«Ho spinto giù la bambina, una voce mi ha detto di farlo»: ha confessato la donna e riferisce, tra gli altri, il sito del Messaggero in queste ore, confermando un sospetto che era nell’aria praticamente da subito: e cioè che quel volo da sei metri d’altezza – per fortuna terminato sul prato del giardino condominiale, che ha miracolosamente fatto evitare il peggio – non era l’esito di un terribile e imprevedibile incidente, ma l’effetto di un’azione intenzionale, portata a compimento dalla madre della piccola vittima. Insomma, non è stata una tragica fatalità a mettere a rischio la vita delle piccola, ma l’estrema conseguenza di una dramma familiare: in base a quanto ammesso dalla donna, infatti, sarebbe stata la madre e gettare nel vuoto la figlioletta e ora per la donna, una casalinga 40enne, arrestata dopo essere stata ascoltata in audizione dal magistrato, è stato aperto un fascicolo di indagine con l’ipotesi di reato di tentato di omicidio. A breve allora, dovrebbe svolgersi l’udienza di convalida dell’arresto e, come riferisce sempre il quotidiano capitolino, «contestualmente, l’incidente probatorio chiesto dalla Procura di Treviso per stabilire le sue condizioni di salute mentale. La casalinga sarebbe stata infatti seguita da tempo per un disturbo di tipo psicologico». Gli esisti, allora, le saranno comunicati nel carcere femminile della Giudecca a Venezia, dove la donna è reclusa.

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