ProVita non si arrende: il manifesto con il feto diventa campagna social

sabato 7 aprile 15:47 - DI Federica Parbuoni

Il Comune censura, la rete rilancia. Dopo la rimozione del maxi manifesto di ProVita contro l’aborto da parte del Campidoglio, su Facebook in molti hanno iniziato a cambiare la loro immagine del profilo con quella del feto di 11 mesi che compariva sul cartellone di 7 metri per 11 affisso regolarmente (e fatto togliere di imperio) in via Gregorio VII. Ne è nata una vera e propria campagna social, una risposta corale all’«invito» della Onlus, che è decisa a non arretrare.

«Sono bastate poche ore dall’annuncio che il maxi manifesto di ProVita (affisso legalmente lo scorso 3 aprile) era stato tolto dal Comune di Roma senza fornire spiegazioni, e più di un migliaio di sostenitori della onlus hanno già cambiato la foto del proprio profilo Fb, sostituendola con l’immagine della gigantografia censurata», ha fatto sapere ProVita. «Accogliendo l’invito sul social tantissimi hanno commentato e condiviso il post sulla pagina Facebook di ProVita», ha proseguito l’associazione, il cui post era: «Il Comune di Roma vuole toglierci la libertà di combattere per la vita. Se sei con noi contro questa violenza, cambia per due giorni la tua immagine di profilo, mettendo quella del maxi manifesto di ProVita che ci hanno strappato. Aggiungi #ioerocosì e rispondici con un commento. Saremo in tanti a manifestare, pacificamente, la nostra libertà di espressione. Grazie!».

ProVita ha quindi assicurato che «il bambino di 11 settimane tornerà», ricordando i numerosi messaggi di solidarietà ricevuti dagli utenti della rete, molti dei quali sdegnati dall’atteggiamento del Campidoglio. La giunta Raggi, infatti, con grande solerzia ha assecondato i diktat del fronte abortista che ha bollato il manifesto come offensivo, violento, discriminante e perfino vergognoso. In realtà, nulla in quel manifesto, né l’immagine né il messaggio, aveva le caratteristiche negative che gli sono state imputate. L’immagine era quella di un feto di 11 settimane nel grembo materno e il testo, semplicemente, ricordava una serie di dati di fatto: «Tu eri così a 11 settimane… Tutti i tuoi organi erano presenti. Il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento. Già ti succhiavi il pollice. E ora sei qui perché la tua mamma non ha abortito».

A sostegno dell’associazione e contro la censura che ha subito si è spesa, tra gli altri, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che ha condiviso il manifesto sulla sua pagina Facebook. «Se difendi la vita, il Comune di Roma guidato dal M5S ti imbavaglia. Che schifo. Ma noi non ci arrendiamo. Loro rimuovono il manifesto dalle strade? Noi lo pubblichiamo sulle nostre bacheche e sulle nostre pagine», si legge nel post di Meloni.

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Commenti

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  • rita.spaggiari@ausl.re.it 12 aprile 2018

    La censura dimostra la mancanza di argomenti con cui controbattere e l’isterismo violento di talune è veramente ripugnante