Di Maio farebbe bene a non ridere di Berlusconi. Visti i precedenti…(video)

Lo sprezzo del ridicolo. «Mi fa ridere Berlusconi, tornino loro a lavorare, noi ci siamo prestati alla politica ma vogliamo tornare al nostro lavoro».  La frase epocale è del leader del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio in un video su Facebook realizzato durante una pausa del suo “Rally” con cui sta girando l’Italia per la campagna elettorale. Insomma, che Berlusconi faccia ridere Di Maio è cosa grossa. A noi invece fa ridere lui, ma tanto. Dall’ignoranza della storia e della geografia, ai congiuntivi fatiscenti, alle risatine ironiche su di lui nei convegni, insomma, chi fa ridere – se non ci fosse da piangere- è proprio lui. Ma non per qualcosa di personale, ma proprio perché le sue gaffe sono il simbolo di una caduta di stile dalle parti dei Cinquestelle che è pericolosa, perché condita da mancanza di senso del limite. Se in Di Maio prevalesse il buon senso non riderebbe di Berlusconi, politico che ha costruito, governato, che ha intrapreso brillantemente, che è caduto, si è rialzato, è stato estromesso con un golpe e che può piacere o non piacere, ma far ridere proprio no. Se Di Maio se la ride, che dovremmo fare noi ogni volta che lui apre bocca e inorridiamo all’idea che qualcuno possa pensare di mettere le nostre vite nelle sue mani? Questo sì che fa ridere… o piangere, fate voi. E poi ricordiamo a Di Maio, visto che non ci ha riflettuto bene, che chi ha riso di Berlusconi notoriamente non ha fatto una buona fine politica…