L’Europa attacca Trump sulla riforma fiscale: «Penalizza le aziende non americane»

Un nuovo fronte tra Europa e Usa sta per aprirsi anche sul fronte fiscale dopo le misure varate all’amministrazione Trump. Il provvedimento non piace ai principali Paesi dell’Ue, che accusano Washington di protezionismo e di violazione delle regole del commercio internazionale. La riforma Trump, così come formulata al momento, “causa preoccupazioni significative dalla prospettiva europea”: così affermano i ministri delle Finanze di Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito in una lettera congiunta indirizzata al segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin. Per i ministri alcuni elementi della riforma rischiano di discriminare le società non americane.

Nella missiva, di cui l’Adnkronos è in possesso, si evidenziano le “forti preoccupazioni” dell’Europa per alcune misure legate alla tassazione delle imprese straniere.  I ministri Ue del G5, nell’accogliere “con grande favore le misure degli Usa nella lotta all’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili”, tuttavia “nutrono forti preoccupazioni perché queste misure non sono indirizzate alla lotta contro gli abusi ma avranno un impatto sulle attività commerciali internazionali”. Proprio per questo tali misure “potrebbero portare a distorsioni a livello internazionale per quanto riguarda il sistema fiscale e sugli scambi commerciali e gli investimenti”.

Negli ultimi anni, osservano, “abbiamo registrato un livello eccezionale di cooperazione internazionale. Con il compromesso Beps si è aperto un nuovo capitolo di cooperazione internazionale in materia fiscale e di equità fiscale in tutto il mondo. L’Ocse e il quadro Beps sono i luoghi per lavorare all’evoluzione dei principi fiscali internazionali su base multilaterale. Questo dialogo garantisce coerenza, che è cruciale per gli Stati e le imprese”. I ministri auspicano che queste preoccupazioni vengano accolte dal segretario del Tesoro Usa. “Siamo fiduciosi che troverà un compromesso saggio e ben equilibrato per creare una nuova, moderna e solida riforma fiscale Usa”, sottolineano nella missiva indirizzata a Mnuchin.