«Aridatece er Puzzone!». Sondaggio choc: un italiano su 4 vuole la dittatura

Aridatece er Puzzone! Che tra gli italiani serpeggiasse una crescente voglia dell’uomo forte era sospetto che circolava da tempo. Del resto, per un popolo “provvidenzialista” come il nostro un uomo della Provvidenza va sempre bene. È anche vero, tuttavia, che questa pazza idea è stata per decenni descritta come un sentimento regressivo, un inconscio desiderio di capobranco da parte di minorati impauriti, e come tale confinata in segmenti minoritari e marginali della società. Almeno fino a domenica sera, quando nel salotto di Fabio Fazio si è presentato un Berlusconi tirato a lucido che, tomo tomo cacchio cacchio, si è appuntato idealmente le stellette sul bavero della giacca e se n’è uscito con un’idea ancora più pazza: mandare a Palazzo Chigi un generale dei Carabinieri in veste di premier. A questo punto, gatta ci cova: il Cavaliere non è tipo da sparate estemporanee, non in tv almeno, men che meno sulla rete ammiraglia della Rai e per di più in prima serata. E gatta ci covava davvero perché Silvio ha parlato, come dicevano gli antichi, ex-informata coscienza, ben conscio, cioè, dell’esistenza di un sondaggio effettuato dalla Swg  per la Lega delle cooperative sociali, in base al quale il 23 per cento degli italiani, la bellezza cioè di un quarto degli elettori, sostiene che «una dittatura di 4-5 anni» sarebbe l’unica soluzione «per riuscire a cambiare realmente l’Italia e fare riforme vere e durature». Alla base di cotanto oltraggio alle magnifiche sorti e progressive dell’italica democrazia, l’elevato sentimento di insicurezza che ormai pervade milioni e milioni di connazionali. Ecco dunque il secondo miracolo politico di Berlusconi: lo sdoganamento della tentazione dell’uomo forte dopo quello della destra politica che l’aveva sempre coltivata. Con una semplice, quasi impercettibile differenza di grado: al Cavaliere piacciono i generali. Noi, invece, «volevamo i colonnelli».