Vendetta svedese: incendiata la più grande moschea di Stoccolma (VIDEO)

La più grande moschea sciita di Stoccolma e della Svezia è stata parzialmente distrutta dalle fiamme in un incendio doloso, lunedì scorso. Alcuni giornali scandinavi ipotizzano che si tratti di una vendetta per l’attentato del 7 aprile, dove hanno perso la vita 5 persone, tra cui una bambina. Notizia, quest’ultima, silenziata da tutti i media occidentali, inclusi quelli italiani. 

La moschea alla periferia di Stoccolma ospitava 500 fedeli

Il portavoce della polizia, Lars Bystrom ha dichiarato che il fuoco che ha incendiato la moschea di Jakobsberg, sobborgo alle porte di Stoccolma, è stato appiccato dall’esterno. Pochi minuti prima dell’incendio la moschea aveva ospitato circa 500 fedeli per una funzione religiosa. Al momento del rogo, al suo interno c’erano poche decine di persone, tutte rimaste illese.

Una rappresaglia per l’attentato del 7 aprile a Stoccolma?

Da quando i profughi vengono trasferiti massicciamente anche in Svezia, gli attacchi xenofobi sono aumentati. Solo nell’ultimo anno, secondo quanto riporta il quotidiano The Independent, sono stati registrati 112 incendi dolosi contro sedi di accoglienza di richiedenti asilo. Le autorità svedesi si sono dette preoccupate che ci sia una recrudescenza degli attacchi contro gli immigrati islamici dopo l’attentato del 7 aprile nel quale un profugo uzbeko di religione islamica ha rubato un camion e ha investito i passanti, nello stile degli attacchi terroristici a Nizza, Berlino e Londra.

Dietro il rogo di Stoccolma c’è anche la pista dell’Isis

Diversi luoghi di culto islamici sono stati bersaglio di raid incendiari in Svezia: nel 2016, un giovane è stato condannato a tre anni di carcere per aver dato fuoco alla moschea di Borås. Non è tuttavia escluso che l’incendio sia stato invece procurato terroristi islamici. La moschea fa infatti riferimento agli islamici sciiti, nemici giurati dell’Isis. Lo scorso anno una moschea sciita di Malmoe venne data alle fiamme e l’attentato fu rivendicato appunto dall’Isis.