Alla sindaca Raggi l’inno di Mameli fa schifo (o non lo conosce?) (VIDEO)

A Virginia Raggi l’Inno di Mameli non va proprio giù. Forse non le piace. O, peggio, forse non conosce le parole. Se, come diceva Agata Christie, tre indizi fanno una prova, qui di indizi ve ne sono addirittura cinque. Cinque occasioni pubbliche dove la prima cittadina della Capitale si è rifiutata di cantare l’inno. In 230 giorni da sindaco nessuno è riuscito mai a riprenderla mentre intonava quelle strofe che insegnano già dalle scuole elementari. Il primo video, l’ultimo in ordine di tempo, risale al 4 maggio, in occasione della festa dell’Esercito. Gli alti ufficiali, il capo della Polizia e semplici cittadini cantano, lei rimane in distaccato silenzio. Non è andata diversamente alla cerimonia del 25 aprile. La Raggi evita di cantare mentre accanto a lei tutti gli altri politici, tra cui Brunetta e la Boschi, lo fanno. 

 

E pensare che, la prima volta che la Raggi si presentò in Campidoglio, il 7 luglio 2016, come documenta l’Agenzia Vista, la sua scena muta durante l’Inno venne interpretata benevolmente come se fosse stata dettata dall’emozione.

 

Tornando indietro nel tempo, è ancora l’Agenzia Vista a documentare il 19 Luglio 2016 la bocca serrata della Raggi. Ricorre l’anniversario del bombardamento americano di San Lorenzo, ma di cantare l’Inno nazionale non se ne parla.

 

Sempre in Campidoglio, il 6 ottobre 2016 la Raggi presenta i nuovi assessori Mazzilo e Colomban all’Assemblea Capitolina. Stesso ostentato silenzio, mentre alle sue spalle anche il presidente dell’assemblea capitolina, il pentastellato Marcello De Vito canta.

 

Si dirà: non è nulla di grave per un sindaco che ha ben altre gatte da pelare. Ma è vero pure che, in politica, la forma è sostanza. E che un sindaco della Capitale d’Italia che non conosce l’inno nazionale non si era mai visto prima. E se pensate che la Raggi non canti per una forma di timidezza, guardate questo video. A Palermo, a una cerimonia del Movimento 5 Stelle, canta e balla come una pop star. Insomma per Grillo sì, per Mameli no.