Pasticcio a Trento: bimbo nato con l’utero in affitto per i giudici può avere due papà

Sì al certificato di nascita con due papà. Con una sentenza storica la Corte d’Appello di Trento ha riconosciuto per la prima volta in Italia il legame tra i figli e il padre non genetico, in relazione al caso di due bambini nati negli Usa con la maternità surrogata, cioè con l’utero in affitto, pratica vietata nel nostro Paese. A darne notizia il sito “www.articolo29.it”. In particolare, la Corte con un’ordinanza ha disposto il riconoscimento di efficacia giuridica “al provvedimento straniero che stabiliva la sussistenza di un legame genitoriale tra due minori nati grazie alla gestazione per altri e il loro padre non genetico”

Esulta il portavoce del Gay Center Fabrizio Marrazzo: “La sentenza di Trento è un’ottima notizia. Sarebbe bello se il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni incontrasse i papà gay, un bel segnale di civiltà che l’Italia manderebbe al mondo”.

L’ordinanza della Corte di appello di Trento, depositata il 23 febbraio e resa nota oggi, “nel momento in cui impone al Comune la registrazione come figlio di genitori same sex di un bambino nato all’estero a seguito di maternità surrogata, afferma – fra gli altri – il principio di oggettiva gravità secondo cui il ”superiore interesse del minore” consiste nel caso specifico nell’avere due ”genitori” dello stesso sesso. Ciò consegue come effetto alla continuità giuridica in Italia di una situazione di diritto determinata in un ordinamento che riconosce l’ ”utero in affitto””.

Il Centro Studi Rosario Livatino, formato da magistrati, docenti universitari e avvocati, ricorda che “l’ordinamento minorile è da sempre basato sul dato naturale della duplicità maschio/femmina della figura dei genitori“. “Questa ordinanza lo sostituisce con la duplicazione della stessa figura, e quindi -rileva una nota- impoverisce il minore, perché lo priva della ricchezza di una crescita e di una educazione che provengono dalla completezza pedagogica delle due distinte figure”. “Soltanto l’approfondimento attento e coraggioso dei fondamenti costituzionali – e prima ancora naturali – della famiglia e dei differenti e complementari ruoli di padre e di madre può scongiurare questa preoccupante deriva del diritto”.

Critiche alla sentenza sono arrivate dal leader leghista Matteo Salvini: “Siamo disponibili a discutere di tutto e con tutti ma la vergogna degli uteri in affitto, degli ovuli in vendita, del genitori uno e due, dei bimbi nati orfani ci vedranno sempre combattere dall’altra parte della barricata. In natura non esistono due padri senza una madre. Diciamo no agli egoismi degli adulti sulla pelle dei bambini”. Giorgia Meloni usa parole dure sul suo profilo Facebook: “In Italia l’utero in affitto è reato e il nostro ordinamento non prevede le adozioni gay: il lavoro della magistratura italiana è applicare la legge, non scrivere sentenze che la aggirano. Fdi considera inaccettabile la decisione della Corte d’Appello di Trento di riconoscere a due uomini la genitorialità di due bambini nati negli Stati Uniti con l’utero in affitto e ritiene indegne le parole di chi difende una pratica che svende il corpo delle donne e la maternità in cambio di denaro”. Meloni ricorda che l’unico modo di impedire che questa vergogna si ripeta è “approvare subito la nostra proposta di legge per rendere l’utero in affitto reato universale, ovvero punibile nella nostra Nazione anche se commesso all’estero”.