Intervista di Marion Le Pen al Secolo: «La destra è sovranità nazionale»

Marion Le Pen non lascia spazio a equivoci. È netta, su tutto. A partire dalla vittoria di Trump. «La nostra analisi delle elezioni americane», dice al Secolo d’Italia, «è fatta attraverso il prisma degli interessi francesi».

Le destre europee hanno festeggiato per la vittoria di Trump. Si tratta solo della differenza di approccio rispetto alla Clinton nella politica estera o ci sono idee simili anche nella politica interna?

Noi abbiamo preso posizione tenendo conto delle dichiarazioni di Donald Trump circa la diplomazia del suo Paese sulle questioni internazionali. Il suo rifiuto dell’ingerenza e di una politica bellicosa, com’era invece quella proposta da Hillary Clinton, e la volontà di collaborare con la Russia nel rispetto di un mondo multipolare vanno incontro agli interessi del popolo francese.

Fillon ha appena vinto le primarie del centrodestra in Francia e nel 2017 sfiderà Marine Le Pen. È una buona o una cattiva notizia per la corsa del Front National alla Presidenza della Francia?

François Fillon non ha scaldato il cuore del nostro elettorato. Gli elettori di quelle primarie sono principalmente persone anziane, provenienti dai centri urbani e dei ceti più abbienti. Mentre il nostro elettorato è principalmente giovane, attivo, del ceto popolare e medio e che vive nella Francia rurale o periferica. I giochi sono dunque ancora lontani dall’essere fatti.

Come giudica Fillon?

Fillon è un prodotto del sistema. È ministro dal 1993, è stato primo ministro per cinque anni. Non mancheremo di ricordargli il suo bilancio fatto di debito, di disoccupazione, di immigrazione di massa e di crescita dell’Islam radicale. Inoltre ha sostenuto l’adozione del Trattato di Lisbona che i francesi avevano rifiutato tramite referendum qualche mese prima. Non è per nulla un sovranista e la sua “nuova Ue” non è che un’impostura perché non vuole rimettere in discussione il dogma della libera circolazione dei beni, degli uomini e dei capitali o il dogma della moneta unica. E infine, a proposito di elezioni americane, si definisce “più vicino alle posizioni di Hillary Clinton” che a quelle di Donald Trump.

In Italia Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno iniziato a lavorare alla costruzione di un’alleanza sovranista e lei ha partecipato, venerdì a Firenze, alla prima iniziativa congiunta Lega Nord-Fratelli d’Italia promossa da Iltalebano.com per favorire questo progetto. Perché è importante per voi che in Italia si formi un movimento identitario forte?

Non possiamo costruire una nuova Europa dei Popoli e delle Nazioni senza degli alleati forti ovunque in Europa e in particolare in Italia. È nel nostro interesse sostenere quelle iniziative che puntano a costruire veramente un’alternativa ai grandi partiti governanti di destra e di sinistra che nella maggior parte dei casi propongono la stessa politica su Ue, immigrazione, multiculturalismo e la stessa economia quando sono al potere. Questa nuova generazione politica emerge dappertutto. L’Unione europea vacilla e quando crollerà, per non aver mantenuto le sue promesse, noi saremo lì per mettere in campo un’idea europea basata sulla nostra civiltà, sulla nostra identità, sulla sovranità e sulla cooperazione.