Ucraina, il governo in difficoltà manda battaglioni “volontari” a combattere contro i filorussi

Per contrastare i filorussi nell’est del Paese, contro i quali l’esercito regolare non si schiera volentieri, il governo di Kiev ha già da qualche settimana approntato e inquadrato dei battaglioni volontari, come quello chiamato Azov, che dipendono direttamente dal ministero dell’Interno e che agiscono un po’ al di fuori delle regole rispetto alle truppe ufficiali.Nelle ultime ore altri 600 volontari hanno prestato giuramento a Kiev, indossando rigorosamente un passamontagna, prima di essere spediti nelle zone di frontiera dove li apsettano i separatisti filorussi e dove, oltre il confine, sono schierati almeno tremila soldati di Mosca. Nelle ultime settimane comunque Putin, accogliendo le richiesta internazionali, ha diminuito dtrasticamente il numero dei militari schierati al confine, che nel momento di maggiore crisi erano quarantamila. Il governo ucraino, pur avendo incassato la fiducia e il sostegno di tutto l’Occidente, in chiave chiaramente antirussa, si trova però in oggettiva difficoltà, perché le popolazioni insorte hanno molte ragioni dalla loro, e non sempre la fedeltà dell’esercito ucraino è tale da spingerlo a combattere contro quelli che sono sempre dei compatrioti. Per questo Kiev ha deciso di ricorrere ai battaglioni volontari, nelle sui file affluiscono più che altro estremisti nazionalisti e giovani con spirito d’avventura. Ha avito grande risonanza mediatica l’addio del battaglione Azov alle findanzate e ai familiari, ma in realtà si tratta di forze in qualche modo speciali che hanno un compito di pura repressione dell’insurrezione. Insomma, nessuna delle due parti sta rispettando i ptti. I filorussi perché hanno violato il cessato il fuoco, e il governo perché per effettuare la repressione non va tanto per il sottile. Intanto c’è una buona notizia: al vertice per mettere fine alle violenze nell’Ucraina orientale partecipano anche dei rappresentanti dei separatisti. Lo fanno sapere le agenzie russe Ria Novosti e Interfax precisando che è presente anche il premier dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, Aleksandr Borodai. All’incontro non partecipa nessun membro del governo ucraino, ma il presidente Petro Poroshenko ha incaricato di rappresentare gli interessi di Kiev il controverso ex presidente Leonid Kuchma. Sono inoltre presenti l’ambasciatore russo in Ucraina, Mikhail Zurabov, il rappresentante dell’Osce Heidi Tagliavini, il leader del movimento “Scelta ucraina” Viktor Medvedchuk (considerato molto vicino a Putin), l’ex deputato e capo del gruppo “Sud-est” Oleg Tsariov, il deputato del partito delle Regioni (ex movimento politico del deposto presidente filorusso Viktor Ianukovich) Nestor Shufrich, e non meglio specificati rappresentanti dell’autoproclamata repubblica di Lugansk.