Addio al maestro Trovajoli, voce e anima di Roma

Si è spento in silenzio, qualche giorno fa, una delle voci più autentiche di Roma, il grande maestro Armando Trovajoli. Aveva 95 anni. Ne dà notizia la moglie, Maria Paola. «Ho rispettato fino all’ultimo le volontà di un uomo schivo, che non amava presenzialismi, né applausi». Trovajoli era nato a Roma il 2 settembre del 1917 e ha lavorato fino all’ultimo giorno alla sua ultima commedia, la trasposizione per il teatro della Tosca di Gigi Magni, che «è ancora sul suo pianoforte», racconta la moglie. La musica nel sangue, aveva studiato il violino fin dall’età di 6 anni. Romano doc,  è stato uno dei più noti compositori italiani e il suo legame con Roma è segnato dalla stesura di colonne sonore indimenticabili come quella del Rugantino e di brani celebri nel mondo come Roma nun fa’ la stupida stasera. Sue anche le note della celebre commedia musicale targata Garinei e Giovannini, Aggiungi un posto a tavola. Johnny Dorelli che ne fu il protagonista, lo ricorda con rimpianto: «Ho vissuto con lui anni fenomenali. Come professionista era il massimo». La sua arte musicale è strettamente connessa con la storia del grande cinema. Ha composto oltre 300 colonne sonore tra cui quelle di Riso Amaro e La Ciociara e nel 2007 aveva ricevuto il David di Donatello alla carriera. Ha suonato anche con i più qualificati jazzisti del mondo come Duke Ellington, Louis Armstrong, Miles Davis, Chet Baker, Stephan Grappelli e Django Reinhardt. Per i più anziani ha rappresentato la colona sonora della vita, ma per tutti indistintamente è stato e rimane la memoria storica di una città e di uno stile musicale esportato in tutto il mondo, arricchendo la filmografia dei più grandi registi con le sue note inconfondibili. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno lo ricorda con commozione e gratitudine.  Cortese, amabile, lascia i suoi amici frastornati. Arbore e Baudo sono addolorati per la sua scomparsa: «Per noi tutti uno come lui era eterno, anche se aveva 95 anni». Lavorava moltissimo, ha lavorato sempre, fino alla fine, accanto al suo pianoforte.