In prigione con le catene: diario dal carcere di uno scrittore fascista non pentito
“Sarebbe morto tra una mezz’ora perché aveva avuto delle convinzioni, perché aveva cercato di battersi. Inerte, indifferente, come trentanove milioni e mezzo di cittadini, avrebbe cinquant’anni di vita davanti a lui...”. Così Lucien Rebatet, uno degli scrittori maledetti del “fascismo immenso e rosso” descritto da Robert Brasillach, imprigionato perché accusato di tradimento per i suoi […]
di Riccardo Arbusti - 19 Luglio 2018