I risultati dei test
Hantavirus, negativi tre turisti e un 25enne italiano. Schillaci: «Il rischio è molto basso, ma ci siamo attivati subito»
Il ministro rassicura i cittadini e spiega: «Stiamo monitorando costantemente l'evolversi della situazione. Chi dice che siamo stati fermi o che siamo impreparati, non dice il vero»
«Il rischio è molto basso, lo dicono le autorità sanitarie europee e lo confermiamo noi come ministero della Salute. Voglio quindi che i cittadini stiano tranquilli». Queste le parle del ministro della Salute, Orazio Schillaci, che in un’intervista a La Repubblica ha confermato la preparazione italiana sul contagio da Hantavirus.
Hantavirus, negativi i test sui turisti e sul 25enne calabrese
Un turista inglese e il suo accompagnatore, che erano arrivati a Milano dopo aver viaggiato sul volo Sant’Elena-Johannesburg dove c’era la moglie della prima vittima dell’agente patogeno, sono risultati negativi al test eseguito mercoledì sera. I due erano stati ricoverati all’ospedale Sacco in quarantena per precauzione. Anche un’altra turista argentina, partita da una zona endemica il 30 aprile scorso e arrivata in Italia con un volo Buenos Aires-Roma, è risultata negativa al test per l’Hantavirus. Dopo essersi recata a Messina, è stata inizialmente ricoverata per una polmonite. Il suo campione è stato trasportato dai Nas allo Spallanzani di Roma, dove è stato analizzato assieme a quello prelevato al 25enne calabrese in isolamento fiduciario. Anche lui si è risultato negativo.
Schillaci: «Rischio basso, ma siamo pronti»
«Ci siamo attivati subito – ha spiegato il ministro Schillaci – e stiamo monitorando costantemente l’evolversi della situazione. Chi dice che siamo stati fermi o che siamo impreparati, non dice il vero». Poi ha aggiunto che «il sistema di risposta c’è e funziona e lo sta dimostrando anche adesso. È scritto anche in una circolare con le indicazioni per fronteggiare l’Hantavirus», ricordando che «il nuovo piano pandemico, che abbiamo approvato con un proficuo confronto con le Regioni, ci consente, a differenza del precedente, di muoverci di fronte a scenari diversi fra loro, perché non riguarda più solo l’influenza ma potenzialmente tutti i virus respiratori». Non sono mancate le precisazioni sulle ultime evoluzioni dello scenario: «Credo che in questi giorni, pur non in presenza di allarmi, la risposta italiana sia stata concreta e seria fin dal primo momento. Da parte del ministero alla Salute e di tutte le autorità coinvolte».
I servizi medici di frontiera sono pronti
Quanto ai servizi medici di frontiera, il ministro della Salute ha specificato che «non nascono con l’Hantavirus e sono sempre operativi. Abbiamo chiesto una maggiore attenzione sui possibili casi legati a questo virus secondo indicazioni chiare, che sono contenute nella circolare che abbiamo diramato. Tra l’altro nell’atto ribadiamo anche che le compagnie aeree devono collaborare con le autorità sanitarie, segnalando eventuali casi sospetti a bordo». Inoltre, la circolare del dicastero «affronta lo scenario attuale partendo dai fatti e dando disposizioni coerenti con quanto sta accadendo. Le persone coinvolte, che erano sul volo KLM del 25 aprile scorso sul quale ha viaggiato per pochi minuti una donna contagiata, sono sotto sorveglianza attiva, in raccordo con le Regioni. Sono persone che stanno responsabilmente affrontando questo momento insieme alle autorità sanitarie».
L’Italia «in grado di dare risposte calibrate e misurate»
Poi Schillaci ha concluso, ricordando che «il Covid ha lasciato un segno psicologico forte su tutti. Lo vediamo anche dalle prime reazioni all’Hantavirus. Si tratta però di due situazioni diverse. Il Covid si trasmetteva molto rapidamente, da persona a persona. Ed era un virus sconosciuto. L’Hantavirus lo conosciamo da decenni, richiede una risposta attenta e la stiamo dando. Viviamo in un mondo globalizzato, i rischi legati alla circolazione dei virus esistono, lo sappiamo. Ma sappiamo anche che servono risposte calibrate e misurate sulla base del quadro epidemiologico. E sono certo che l’Italia sia in grado di darle».
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