Il dossier
Odio anticristiano, vandalizzate 32 chiese solo negli ultimi tre mesi: Francia, Italia, Usa, Spagna e Inghilterra nel mirino
Come ha spiegato l'eurodeputato di FdI, Paolo Inselvini, che ha creato la piattaforma su cui è stato pubblicato il report, «dalle chiese profanate agli insulti contro un sacerdote durante gli scontri di Milano, l’odio anticristiano richiede una risposta ferma e una tutela concreta di sacerdoti, fedeli e luoghi di culto»
Esteri - di Gabriele Caramelli - 6 Novembre 2026 alle 18:37
Sono 32 le profanazioni nei luoghi di culto cristiani che si sono avvicendate in Europa e in Occidente negli ultimi tre mesi. La maggior parte sono avvenute in Francia, due in Italia, tre in Spagna, una nel Regno Unito e un’altra negli Usa. A renderlo noto è un dossier pubblicato dalla piattaforma online Stop Cristianofobia, creata dai deputati del gruppo Ecr al Parlamento europeo, tra cui Paolo Inselvini di Fratelli d’Italia. Il primo ottobre, la statua della Madonna al Porto Vecchio in Corsica è stata oltraggiata con insulti profanatori da due individui. Poi si è verificato il furto di una ventina di preziosi oggetti di culto (croce processionale, calici, ostensorio, statue) nella chiesa di Santa Maria a Serralongue, in Francia, con un colpo messo a segno tra il 30 settembre e il 2 ottobre. I danni stimati in totale raggiungono una cifra superiore ai 50mila euro.
E ancora, è stato il turno della chiesa di Santa Maria a Bersaillin, che è stata vandalizzata e da cui i delinquenti hanno sottratto una parte delle grondaie di rame il 2 ottobre. Non è finita qui, perché nello stesso giorno sono state prese di mira altri due istituti ecclesiastici, tra cui la chiesa di San Medardo a Camphin-en-Carembault e San Martino a Chemy. Il bilancio è di alcune effrazioni nella porta sul retro, il furto di oggetti liturgici, tabernacoli forzati e ostie rubate. Il 6 ottobre 2026, nella chiesa di Saint Hilaire a Soullans, alcuni giovani hanno profanato una chiesa con in sottofondo un brano rap che fa riferimento ai terroristi islamici Salah Abdeslam e Mohamed Merah. A Kervignac, invece, un giorno prima sono state distrutte due vetrate della cappella di San Lorenzo infrante nonostante le grate di protezione.
Odio anticristiano, sono 32 le chiese cristiane profanate negli ultimi tre mesi in Europa e negli Usa
A Priegue, in Spagna, il 7 ottobre è avvenuta la profanazione della chiesa di San Mamede. I banditi hanno sottratto calici, pissidi, patene, una brocca d’argento e ostie consacrate prelevate dal tabernacolo. Il 17 ottobre, invece, è stata vandalizzata la chiesa di San Nicola a Ca’ Venier (XVII secolo) a Porto Tolle, in Italia. Tra i danni registrati risultano anche il furto delle corone della Vergine e di Gesù Bambino, dello scettro e della collana della Vergine. Alla statua è stato anche spezzato un dito. Il 21 ottobre a Parla, nella penisola iberica, è avvenuto un furto nel tabernacolo del centro parrocchiale Nuestra Señora de la Asunción, contenente una pisside con una trentina di ostie consacrate.
Nello stesso periodo, nella chiesa di Nuestra Señora del Pilar a Catarroja sono state rinvenute scritte offensive come: «Né Dio né padrone», oppure: «Né papa né ostie». In Spagna le vandalizzazioni sono iniziate il 18 settembre 2026, con il danneggiamento dei piccoli santuari della Vergine del Rosario e di Frate Leopoldo, sulla montagna dell’enclave. Tornando alla Francia, bisogna sottolineare che l’odio anticristiano ha colpito anche i piccoli centri abitati. Il 14 ottobre, il sindaco di Étevaux ha dovuto chiudere la chiesa del Paese che era stata vandalizzata. Cinque vetrate del luogo sacro sono state infrante dal lancio di oggetti.
Incendi, furti, devastazioni e mancanze di rispetto: il bilancio dell’odio anticristiano
Il 19 ottobre, le chiese dei Santi Pietro e Paolo a Ploubalay, in Francia, hanno subito due incendi probabilmente dolosi. Nella cattedrale di Notre-Dame, a Die, un 19enne è stato fermato l’8 ottobre dopo un tentativo d’incendio con candele e fiammiferi. A La Côte, in Alta Saona, nello stesso periodo è stato denunciato il furto di 400 litri di gasolio nella chiesa di Sant’Ippolito, dopo l’effrazione delle porte dell’edificio e del campanile.
Un altro furto si è verificato nella chiesa di San Giovanni Battista per la terza volta in tre settimane, dove è stata forzata la cassetta delle offerte per i ceri. Il 13 ottobre , la chiesa di Sant’Enrico a Le Creusot è stata vandalizzata da un individuo ubriaco e la statua di san Giuseppe rovesciata e decapitata. Il 9 ottobre, è stata distrutta completamente la statua della Vergine dal piede d’argento, risalente al XVIII secolo, nella cattedrale di Santo Stefano a Toul, da un uomo ubriaco che ha anche sporcato il posto.
Le vandalizzazioni del 17 ottobre: dalle chiese alle statue di Giovanna d’Arco in Francia
Il 17 ottobre, la statua di Giovanna d’Arco è stata coperta sulla testa da un velo e sul busto con un gilet giallo, per poi essere adornata con la bandiera palestinese a margine di una manifestazione. A Parigi, nello stesso giorno, la medesima statua è stata presa d’assalto e scalata dai manifestanti. Fatti simili sono avvenuti a Strasburgo, dove è stata ritrovata la scritta: «Né Dio né padrone» sulla cattedrale durante episodi di violenza urbana. Nel corso dei disordini di sabato 17 ottobre a Grenoble, anche la chiesa di San Luigi ha subito danni dopo l’irruzione di diversi rivoltosi.
Rapine in chiesa e tombe profanate
Il 20 ottobre, nella provincia francese di Albi è stata profanata la chiesa della Maddalena: la statua di San Giacomo Maggiore è stata danneggiata, mentre il tabernacolo è stato divelto e distrutto. Nello stesso periodo a Septfonds è stato rubato il coperchio in bronzo dorato dalla fonte battesimale della chiesa di San Biagio. Il 24 ottobre a Rodez sono state scoperte due scritte rossa: «24/10 atto II» e «Vento di liberazione» sulla facciata della cattedrale cittadina. A Yvelines, tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, sono state vandalizzate due chiese vicine: la prima è la chiesa di Sant’Ilario a Béhoust, mentre la seconda è quella di San Nicola a La Queue-les-Yvelines.
Nei primi giorni di novembre, in prossimità della festa di Ognissanti, ad Ansac-Sur-Vienne sono state vandalizzate una trentina di tombe in prossimità del cimitero comunale. Le croci, le targhe e gli ornamenti sono stati rubati. Facendo un passo indietro al 24 ottobre, a Saint-André un individuo ha fatto irruzione nella canonica di Champ-Borne durante la messa, rubando le offerte da quasi 4.000 euro e fuggendo con l’auto del parroco. Il primo novembre, a Corbeil-Essonnes sono state vandalizzate circa 185 tombe nel cimitero dei Tarterêts poco prima di Ognissanti: croci e targhe sono state spezzate. A Termini Imerese, in Italia, è stata Profanata la chiesa di Maria Santissima del Carmelo. Il Tabernacolo è stato forzato e i vasi sacri sono stati rubati. Le ostie consacrate, invece, sono state gettate sull’altare.
Dagli Usa al Regno Unito: l’odio anticristiano rappresenta un grave pericolo per le comunità
Il 24 ottobre, negli Usa, l’influencer Jeremstar ha deriso i simboli cattolici, tra cui il crocifisso e l’acqua benedetta, prima di visitare un museo del paranormale. A Warrington, in Inghilterra, il crocifisso del monumento ai caduti davanti alla chiesa di Sant’Albano è stato trovato vandalizzato il primo novembre. La statua di Gesù Cristo è stata decapitata e il corpo ricoperto di graffiti.
Inselvini, FdI: «L’odio anticristiano richiede una risposta ferma»
«Dalle chiese profanate agli insulti contro un sacerdote durante gli scontri di Milano, l’odio anticristiano richiede una risposta ferma e una tutela concreta di sacerdoti, fedeli e luoghi di culto». L’ha riferito Paolo Inselvini al Secolo d’Italia, per poi aggiungere che «oltre alla raccolta firme contro la cristianofobia, sono stato nominato relatore ombra del gruppo dei Conservatori europei sulla mozione di risoluzione della commissione delle Petizioni contro l’odio e la discriminazione dei cristiani: lavorerò per un coordinatore europeo dedicato e per garantire protezione e libertà religiosa anche per i cristiani in Europa».