Guerra ibrida
Alta tensione nei cieli d’Europa: allarme bomba su due voli da e per Fiumicino. Meloni: “Situazione preoccupante”
Un Ryanair Roma-Lisbona sottoposto ai controlli e un Wizz Air Praga-Roma dirottato a Venezia. Nuove minacce anche a Copenaghen
Cronaca - di Alice Carrazza - 6 Novembre 2026 alle 18:20
Non si ferma la raffica di allarmi bomba che da giorni mette sotto pressione la sicurezza aerea europea. Altri due voli da e per l’Italia sono finiti nel mirino questa mattina, venerdì 6 novembre: un Ryanair partito da Roma e atterrato a Lisbona e un Wizz Air decollato da Praga e diretto a Fiumicino, costretto invece a cambiare rotta e raggiungere Venezia.
Una situazione che la stessa presidente del Consiglio ha invitato a non sottovalutare: «I nuovi attacchi hacker in tutta Europa chiaramente devono preoccupare», sottolineando altresì «l’importanza per la difesa e per la sicurezza».
Il caos nei cieli
Il primo episodio riguarda il collegamento Ryanair Roma-Lisbona, atterrato nella capitale portoghese intorno alle 8. Secondo quanto riferito dalla Cnn Portugal, la segnalazione è stata trasmessa alla Polizia di pubblica sicurezza portoghese attraverso una telefonata attribuita a un agente delle forze dell’ordine, la cui identità è stata successivamente verificata dalla Polizia giudiziaria. Le autorità hanno avviato gli accertamenti per stabilire l’attendibilità della minaccia.
Poche ore dopo è toccato al volo Wizz Air Praga-Roma, atteso a Fiumicino intorno alle 11. L’aereo è stato dirottato sull’aeroporto di Venezia, dove è atterrato. Secondo una prima ricostruzione dell’Ansa, l’allerta sarebbe arrivata attraverso una telefonata anonima alla torre di controllo romana. Una fonte aeroportuale citata dalla Reuters ha però smentito questa modalità di segnalazione, senza precisare l’origine dell’allarme. Sono state attivate le verifiche di sicurezza.
Meloni: «Ora si capisce la validità delle spese per la sicurezza»
Sulla raffica di allarmi e sugli attacchi informatici che stanno interessando diversi Paesi europei è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, arrivata a Verona per Fieracavalli. La premier ha richiamato l’attenzione sulla vulnerabilità delle infrastrutture civili e sull’importanza degli investimenti nella sicurezza, sottolineando il lavoro svolto dalle autorità per garantire la continuità dei servizi e la protezione dei cittadini.
«I nuovi attacchi hacker in tutta Europa chiaramente devono preoccupare. Gli inquirenti stanno lavorando. Non siamo in grado oggi di dire se l’attacco al plasma in Francia, i finti allarmi bomba sugli aerei o l’aggressione nei confronti dei beni alimentari siano tutti collegati, però ci dicono sicuramente tutti la stessa cosa: che oggi a essere aggredite sono le infrastrutture civili, ovvero i beni alimentari, gli ospedali, la sanità, i mezzi di trasporto»: è il punto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al suo arrivo a Fieracavalli, a Verona.
Meloni: le nostre forze hanno fatto bene il loro lavoro
«Ieri abbiamo avuto allarmi che riguardavano gli aerei – ha quindi ricordato -. Dopodiché non c’erano bombe, non ci sono state conseguenze per i passeggeri, gli aeroporti hanno continuato a lavorare, e questo lo dobbiamo a qualcuno che ha fatto molto bene il suo lavoro, dall’aeronautica militare fino alla polizia di frontiera aerea, passando per gli equipaggi e il personale di terra».
La premier ha tenuto a sottolineare come «quando parliamo di spese di difesa e sicurezza in un tempo come questo non stiamo parlando semplicemente di armi, ma di salvaguardare la quotidianità dei cittadini. Quando gli hacker hanno tentato di modificare la temperatura dei frigoriferi che mantengono il sangue per le trasfusioni, quel sangue è stato messo in sicurezza da un sistema che costa; quando si paga per comprare quel sistema, la consideriamo spesa di difesa o spesa sanitaria? Quando ci dicono che le risorse impegnate nella difesa e nella sicurezza dicono una stupidaggine».
Dublino, evacuate le redazioni
Il fronte più insolito della giornata si è aperto in Irlanda. La sede della televisione pubblica RTÉ a Dublino è stata evacuata dopo la ricezione di una minaccia via email. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Garda, la polizia irlandese, comprese unità armate.
Provvedimenti analoghi hanno interessato gli uffici dell’Irish Independent, le radio Newstalk e Today FM. Anche Virgin Media ha ricevuto una segnalazione. Le operazioni hanno provocato interruzioni e modifiche temporanee della programmazione radiofonica.
Una delle missive digitali, secondo quanto riportato dai media locali, rivendicherebbe il coinvolgimento nelle intimidazioni contro i voli europei e annuncerebbe nuove azioni.
Cosa succede in stato di allarme
Giovedì erano stati almeno 25 i voli coinvolti dalle segnalazioni in Europa. Le verifiche effettuate non avevano individuato esplosivi. Ma anche una minaccia infondata impone l’attivazione di precisi protocolli di sicurezza, con conseguenze immediate sul traffico aereo.
Come spiegato al Corriere della Sera dal generale Pasquale Preziosa, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, quando il pericolo è ritenuto concreto possono intervenire i caccia intercettori. La procedura di decollo rapido, denominata “scramble“, consente di far partire velivoli militari dalle basi di Istrana, Grosseto, Gioia del Colle, Trapani e Amendola. I caccia raggiungono l’aereo e, se necessario, lo scortano fino all’atterraggio, mantenendo una distanza di sicurezza.
A terra il velivolo viene indirizzato verso una piazzola isolata, lontana dal normale traffico aeroportuale. Seguono l’evacuazione dei passeggeri e le ispezioni di polizia, vigili del fuoco e artificieri. La difesa aerea italiana opera inoltre nell’ambito del sistema integrato della Nato, coordinato per il settore dal centro di Torrejón, in Spagna.
La pista delle email anonime e la firma dello «Stato Maschile»
Intanto prende forma un’indagine che va ben oltre le singole segnalazioni. Una delle email di giovedì sarebbe partita da una casella riconducibile a una dipendente di un’azienda sanitaria colombiana. Il messaggio, indirizzato anche a personale aeroportuale romano, era firmato dai sedicenti «Combattenti dello Stato Maschile».
La denominazione richiama Male State, movimento ultranazionalista e misogino russo fondato da Vladislav Pozdnyakov, dichiarato illegale in Russia nel 2021. Il riferimento, tuttavia, non basta a chiarire lo scenario complessivo. Gli investigatori valutano anche l’ipotesi che qualcuno ne abbia utilizzato il nome per attribuire alle intimidazioni una matrice ideologica.
Non sarebbe una novità: il 19 ottobre altre minacce contro scuole italiane e un volo diretto a Gedda erano state firmate con il nome dei Guardiani della rivoluzione iraniani. Una successione di rivendicazioni che potrebbe rivelarsi parte di un’operazione di swatting, l’invio deliberato di false emergenze per provocare interventi delle autorità e paralizzare servizi pubblici.
La priorità adesso è risalire agli autori attraverso indirizzi IP, server e caselle di posta eventualmente compromesse. Polizia postale e Polaria lavorano sui messaggi, mentre sono stati attivati i canali di cooperazione internazionale. Europol ha manifestato la propria disponibilità a sostenere le indagini.
Il rischio è che l’assenza di ordigni induca a sottovalutare le prossime segnalazioni. È precisamente il margine su cui può contare chi utilizza le false minacce come strumento di disturbo: costringere le autorità a reagire ogni volta, senza sapere quale allarme potrebbe essere quello vero.