L'Italia è pronta
Non passa l’hacker straniero: l’Italia fa muro contro i cyberattacchi. Tajani: «Non ci lasciamo intimidire»
«Guardiamo a Est, c’è la volontà di creare problemi. Ma non ci lasciamo intimidire». Antonio Tajani risponde alle minacce degli hacker filorussi di NoName e agli attacchi informatici che hanno colpito l’Italia e altri Paesi europei. Dalla sala cyber della Farnesina, il vicepremier e ministro degli Esteri annuncia che la guerra ibrida sarà al centro del G7 di Parigi, mentre il governo rafforza le capacità di difesa cibernetica.
Tajani: «La guerra ibrida colpisce la democrazia»
«C’è una strategia in atto e noi dobbiamo reagire dal punto di vista tecnologico. Serve un segnale forte, è necessaria un’unità di intenti di tutti i Paesi democratici. La guerra ibrida colpisce il sistema democratico», avverte Tajani.
Sull’origine delle minacce, il ministro distingue tra hacker filorussi ed eventuali responsabilità dirette di Mosca. «Tutto ci porta a guardare a Est, ma bisogna verificare le responsabilità precise. Difenderemo i nostri interessi, la democrazia e la libertà». E precisa: «Io parlo di hacker filorussi, per il momento non ho elementi per parlare di governo russo».
La Farnesina respinge gli attacchi: «Operativi dal 2022»
Il ministero degli Esteri ha potenziato la propria struttura di cybersicurezza. «Stiamo lavorando intensamente dal 2022, ma dal primo gennaio di quest’anno c’è un’operatività completamente differente e molto più organizzata», spiega Tajani.
Con la riforma della Farnesina è nata una Direzione generale della sicurezza, che comprende tecnici informatici e ufficiali dei Carabinieri, dell’Aeronautica e della Marina.
«Abbiamo respinto molti attacchi, ma continuano ad essercene in continuazione, alcuni anche molto pesanti», sottolinea il ministro.
Guerra ibrida al G7, Piantedosi convoca il Comitato sicurezza
La minaccia cyber approda anche al tavolo internazionale. Tajani ha ottenuto dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot l’inserimento della guerra ibrida nell’agenda del G7 di Parigi di lunedì 9 novembre, al quale parteciperà anche il ministro degli Esteri ucraino.
«Non è una questione solo nazionale, ma riguarda l’Occidente e riguarda l’Europa», ribadisce il vicepremier, ricordando gli attacchi registrati negli ultimi giorni anche fuori dall’Italia.
Intanto Matteo Piantedosi ha convocato per martedì 10 novembre, al Viminale, il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La riunione esaminerà i rischi legati agli attacchi informatici e alla minaccia cibernetica.
Difesa cyber, il piano del governo per 1.200 specialisti militari
Sul fronte legislativo, al Senato avanza il disegno di legge del governo per il rafforzamento della difesa nazionale. Il provvedimento prevede circa 1.200 specialisti militari cyber a regime, con formazione avanzata e un brevetto dedicato.
Il capo di Stato maggiore della Difesa diventerà anche autorità cyber della Difesa. Prevista inoltre l’istituzione di un Centro interforze contro le minacce ibride.
Per trattenere gli specialisti sono previsti incentivi economici, una ferma iniziale di cinque anni e successivi rinnovi biennali volontari, con premi di 4.300 euro lordi per ciascun periodo.
La commissione Esteri e Difesa del Senato, presieduta da Maurizio Gasparri, dovrebbe concludere martedì l’esame degli emendamenti. L’obiettivo è rafforzare la capacità di risposta italiana alle minacce digitali e alla guerra ibrida.