Reggio Emilia
Nigeriano massacra di botte la moglie per sei anni: “Tre aborti causati dalle violenze”. Finisce in carcere
La donna, 35 anni, ha denunciato una lunga serie di aggressioni, umiliazioni e anche un episodio di violenza sessuale
Per sei anni avrebbe trasformato la vita della moglie in un incubo fatto di botte, sopraffazioni e violenze psicologiche. Aggressioni tanto brutali da averle provocato, secondo il racconto della vittima, persino tre aborti. E tra gli episodi denunciati dalla donna figura anche una violenza sessuale. È il quadro emerso dalle indagini della Squadra mobile di Reggio Emilia, che hanno portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 41enne nigeriano, accusato di aver sottoposto la moglie, una connazionale di 35 anni, a una lunga sequenza di maltrattamenti.
Picchiata durante la gravidanza
Non si sarebbe trattato di aggressioni isolate, ma di un sistema di violenze protratto per anni, tra le mura domestiche. Percosse ripetute, vessazioni, umiliazioni e comportamenti diretti a mortificare la dignità della donna. Una quotidianità scandita, secondo la ricostruzione investigativa, dalla sopraffazione.
Gli episodi più gravi riguardano le tre gravidanze che la 35enne sostiene di aver perso a causa delle percosse subite dal marito. Una circostanza particolarmente pesante, sulla quale si concentra inevitabilmente l’attenzione degli inquirenti.
Nel racconto della vittima compare inoltre un episodio di abuso sessuale che sarebbe stato commesso dallo stesso marito. Un ulteriore elemento di gravità in una vicenda nella quale la violenza, stando alle accuse, avrebbe investito ogni aspetto della vita coniugale.
Sei anni di silenzio, poi la svolta nelle indagini
Per molto tempo quanto accadeva all’interno dell’abitazione sarebbe rimasto lontano dagli occhi delle forze dell’ordine. Soltanto di recente la 35enne ha deciso di denunciare il marito, raccontando agli investigatori quanto avrebbe subito nel corso dei sei anni precedenti.
Da quella denuncia è partita l’attività della Squadra mobile di Reggio Emilia, coordinata dalla Procura, che ha raccolto gli elementi investigativi posti alla base della richiesta di una misura cautelare. Il quadro sottoposto all’autorità giudiziaria ha quindi portato all’emissione dell’ordinanza di custodia in carcere nei confronti del 41enne.
La vicenda riporta l’attenzione su uno degli aspetti più difficili da far emergere nei procedimenti per violenza domestica: la durata dei maltrattamenti prima che la vittima riesca a chiedere aiuto. In questo caso, sarebbero trascorsi sei anni.