I conti del Campidoglio
Spin Time, oltre 2 milioni di euro per gli ex occupanti. E Gualtieri paga anche i traslochi: coi soldi dei romani
Oltre due milioni di euro di fondi pubblici per assistere gli ex occupanti dello Spin Time. E altri 56mila euro più Iva per organizzare i traslochi. È l’esorbitante conto dell’emergenza abitativa legata all’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, che riaccende le polemiche sulla gestione delle occupazioni abusive e sulle priorità della Giunta Gualtieri. Una vicenda che solleva interrogativi sull’utilizzo delle risorse pubbliche, mentre migliaia di famiglie romane attendono da anni l’assegnazione di una casa popolare.
Spin Time, il conto per il Campidoglio supera i 2 milioni di euro
Le cifre degli stanziamenti capitolini sono consistenti: 2 milioni e 66mila euro, ripartiti tra 1,3 milioni per le strutture ricettive, 216mila euro per i pasti, 200mila per i servizi sociali, 150mila per il trasporto scolastico, altrettanti per gli straordinari del personale e 50mila per pulizia e supporto.
A questi importi si aggiunge un affidamento da 56.016 euro più Iva, circa 68mila euro complessivi, per il servizio di trasloco degli ex occupanti. Come riportato anche dal Tempo, l’intervento prevede fino a 90 trasporti nell’arco di un mese, con una media di tre al giorno.
Resta da chiarire quanto sia stato effettivamente liquidato e se ulteriori affidamenti, per circa 655mila euro, siano già ricompresi negli stanziamenti complessivi oppure costituiscano spese aggiuntive.
Gualtieri e Zevi, le domande senza risposta sugli ex occupanti
La vicenda è approdata anche in Assemblea Capitolina, dove il capogruppo della Lega Fabrizio Santori ha mostrato i documenti relativi alla gestione dell’emergenza, contestando la risposta fornita dall’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi.
Al centro dell’interrogazione, non soltanto le spese sostenute, ma anche il numero effettivo dei beneficiari, i censimenti effettuati e i criteri utilizzati per individuare le persone da assistere.
I dati richiamati presentano infatti una differenza: 356 persone nell’ordinanza sindacale e 388 nella risposta degli uffici capitolini, suddivise in 147 nuclei familiari. Numeri sui quali vengono chiesti ulteriori chiarimenti, soprattutto in relazione alle verifiche dei requisiti per l’accesso alle soluzioni abitative.
«La solidarietà non può trasformarsi in una corsia preferenziale per chi occupa a discapito di chi rispetta le regole», ha dichiarato Santori, annunciando ulteriori verifiche sugli affidamenti e sulle assegnazioni.
Il precedente di Porto Fluviale e il problema delle graduatorie
Sul tavolo torna anche il precedente di Porto Fluviale, l’immobile occupato per decenni e interessato da un progetto di riqualificazione finanziato con circa 13 milioni di euro del Pnrr. Un intervento che contempla una procedura speciale con priorità per gli ex occupanti in possesso dei requisiti.
Il timore espresso dal centrodestra è che il modello possa ripetersi anche per Spin Time, creando percorsi abitativi differenti rispetto a quelli previsti dalle graduatorie ordinarie. Le case popolari prima agli illegali e agli abusivi a discapito delle persone per bene? No, grazie.