Proposte "sinistre"
Martellare di tasse i ricchi e salari minimi a 12 euro: il dem Majorino scommette sulla demagogia per conquistare Milano
Il consigliere regionale Pd spera di spuntarla alle primarie come candidato del centrosinistra, intanto si porta avanti con la facile propaganda
Politica - di Gabriele Caramelli - 6 Novembre 2026 alle 14:53
La solfa è sempre la stessa: salario minimo e tassazione per i ricchi. Cambiano i governi e le amministrazioni locali, ma per il Partito democratico i vecchi pallini sono inestinguibili. L’ha dimostrato perfettamente il consigliere regionale Pierfrancesco Majorino, candidato sindaco di Milano con i dem, che ha rilasciato un’intervista al Giorno in cui ha elencato quelle che secondo lui sono le priorità del capoluogo milanese.
Resta ancora un nodo da sciogliere sulle primarie, ma lui ha cercato di dare spiegazioni rassicuranti, visto che le elezioni comunali del 2027 non sono molto lontane: «Io sono ottimista, sono convinto che le primarie si faranno a febbraio». Poi ha aggiunto che «l’attuale discussione sulle primarie è fisiologica, ma manca poco a definire meglio il percorso». Majorino ha anche ricordato di aver iniziato a parlare delle primarie «due anni fa e tutti mi prendevano per matto. La ritengo una bellissima occasione di partecipazione che vedrà il centrosinistra unito». Ma l’ultima discussione con il primo cittadino Beppe Sala sulla cementificazione di Milano dimostrano che in casa rossoverde ci sono anche degli evidenti disguidi.
Martellare di tasse i ricchi e salari minimi a 12 euro: il piano di Majorino per Milano
Non è mancato un affondo contro chi ha più potere d’acquisto, come natura progressista vuole in questi tempi: «Il sindaco può aumentare gli oneri di urbanizzazione e le tariffe per i redditi più alti. Chi ha di più, dia di più, chi ha meno, paghi meno: questo è il principio su cui insistere». «I super ricchi che hanno spostato la residenza per beneficiare della flat tax qualcosa devono restituirla. È un tema nazionale essenziale», ha aggiunto. Forse non gli è venuto in mente che chi sposta la residenza lo fa perché non ha intenzione di pagare prezzi sopraelevati.
Il salario minimo comunale, una battaglia “sinistra”
Tra gli altri propositi elencati da Majorino c’è l’innalzamento degli stipendi a chi lavora nell’amministrazione milanese: «Ho già in mente alcuni punti. Primo: subito un atto che faccia sì che il Comune lanci “senza se e senza ma” il salario minimo comunale. Tutte le volte che è il Comune ad essere il datore di lavoro, ci deve essere il salario minimo». Ma non finisce qui: «Dico di più: dev’essere un salario minimo fissato a 12 euro all’ora. Dunque persino superiore rispetto alla proposta del centrosinistra a livello nazionale. Sì, perché sappiamo bene che il costo della vita a Milano è ancora più alto che altrove».
Magari si potrebbe iniziare ad abbassare le tassazioni e intervenire proprio sul costo della vita, combattendo le speculazioni. Poi è arrivata la sparata conclusiva: «La nostra città deve dare l’esempio: sotto 12 euro non è lavoro ma sfruttamento. Tutto ciò deve riguardare anche la catena degli appalti e deve essere il frutto di un confronto con le organizzazioni sindacali».