La via italiana
Migranti, in Europa il 55% di arrivi irregolari in meno. Il Commissario Brunner: “Merito anche dell’Italia”
Il Commissario Ue all'Interno ha illustrato la relazione su migrazioni e asilo: nelle percentuali del calo degli attraversamenti, il riscontro concreto dell'efficacia della linea del governo Meloni
Negli ultimi due anni l’Europa ha registrato un calo di oltre il 50% degli arrivi e in questo un ruolo fondamentale lo ha svolto l’Italia, che “riveste un’importanza incredibile per noi in materia di gestione dei flussi migratori”. Presentando la seconda relazione annuale su asilo e migrazione, il Commissario Ue all’Interno, Magnus Brunner, ha tributato un particolare riconoscimento all’efficacia delle politiche messe in atto dal governo Meloni, il cui impatto è stato determinante anche per l’Ue.
Il ruolo dell’Italia
Uno sforzo contro il quale si registra il ruolo critico delle Ong. Pur non citandole direttamente, infatti, il report evidenzia che l’Italia “è soggetta a una pressione migratoria dovuta a un numero sproporzionato di arrivi a seguito di operazioni di ricerca e salvataggio in mare”. Ciononostante, “gli arrivi irregolari sono in calo di oltre il 55% nel Mediterraneo centrale quest’anno anche grazie alle misure adottate dall’Italia. Questo ha un effetto positivo per l’intera Unione europea”, ha detto Brunner, sottolineando che “per quanto riguarda le disposizioni del Patto, constatiamo che l’Italia ha investito molto e ha già compiuto progressi significativi”. “Allo stesso tempo, naturalmente – ha proseguito il Commissario – responsabilità e solidarietà devono continuare ad andare di pari passo. Ma l’Italia ha fatto molto per migliorare la situazione”.
Il crollo degli arrivi di migranti irregolari in Europa
Brunner ha spiegato che gli attraversamenti irregolari delle frontiere dell’Ue negli ultimi due anni sono scesi del 55%, con un ulteriore calo di oltre un terzo nei primi sei mesi di quest’anno. Nel 2025 i movimenti non autorizzati sono diminuiti del 22% e le domande di asilo del 19%, mentre il tasso di rimpatrio a livello europeo supera ora il 30%: per Brunner i dati confermano “che il nostro nuovo approccio alla migrazione produce risultati. Un nuovo quadro giuridico, una protezione più forte delle frontiere, nuove norme sui rimpatri e, aspetto molto importante, una diplomazia migratoria più attiva”.
“Sono tutte riforme che, messe insieme, funzionano”, ha osservato il Commissario, spiegando che “la rotta dei Balcani occidentali, che in passato era la più difficile, è calata del 95% negli ultimi anni. La rotta del Mediterraneo centrale, dall’Africa occidentale, è calata dell’80% nell’ultimo anno”.
Fidanza: “L’approccio italiano modello di riferimento nell’Ue”
“Il commissario europeo Magnus Brunner – ha commentato il capodelegazione di FdI-Ecr al Parlamento europeo, Carlo Fidanza – conferma ciò che sosteniamo da tempo e che la sinistra ha sempre colpevolmente negato per nascondere le proprie responsabilità. L’Italia di Giorgia Meloni è oggi un interlocutore centrale e autorevole in Europa nella gestione dei flussi migratori”. “Il riconoscimento dei risultati ottenuti – ha proseguito – dimostra che la linea del governo sta producendo effetti concreti e che l’approccio italiano è diventato un modello di riferimento nel dibattito europeo. Non siamo più la nazione lasciata sola a gestire l’emergenza, ma protagonista nella costruzione delle politiche migratorie europee. È un risultato politico che può cambiare le sorti dell’Europa grazie a Giorgia Meloni, frutto di serietà, determinazione e capacità”.
Inselvini: “La lotta all’immigrazione illegale rimessa al centro”
“Serietà, controllo delle frontiere, contrasto ai trafficanti e cooperazione con i Paesi di origine e di transito stanno dando risultati riconosciuti dalle stesse istituzioni europee. È un successo che si accompagna al lavoro svolto in Europa da Fratelli d’Italia, dove abbiamo contribuito a riportare al centro la lotta all’immigrazione illegale”, ha sottolineato poi l’eurodeputato di FdI-Ecr e membro della Commissione Libe (Libertà civili, giustizia e affari interni), Paolo Inselvini.
“Il nostro lavoro al Parlamento europeo ha reso possibile aprire la strada a una legislazione che renda più rapidi ed effettivi i rimpatri e che consenta di rafforzare la collaborazione con i Paesi terzi, anche attraverso centri di rimpatrio al di fuori dell’Unione”. “Continueremo a lavorare – ha concluso – per sostenere l’azione del governo e costruire un’Europa capace di difendere le proprie frontiere, garantire sicurezza ai cittadini e governare i flussi migratori”.
La relazione della Commissione Ue su migrazioni e asilo
La relazione della Commissione dà conto anche dei progressi degli Stati membri nell’attuazione del Patto su migrazione e asilo, pienamente applicato dallo scorso giugno. Il nuovo sistema Eurodac è operativo in tutti i Paesi, che stanno usando anche le nuove procedure di screening e di frontiera: un terzo delle domande di asilo registrate dall’entrata in applicazione del Patto è stato trattato con procedure accelerate o di frontiera e procede come previsto anche l’attuazione del primo Pool di solidarietà, relativo al 2026, a cui l’Italia potrà accedere come Paese sotto pressione migratoria, fermo restando il rispetto del principio di responsabilità.
La Commissione sottolinea però che serve un lavoro continuo per rendere pienamente operative tutte le componenti del Patto, in particolare sugli obblighi di responsabilità degli Stati membri. “Negli ultimi due anni abbiamo già ottenuto molto, ma una buona politica, come dico sempre, non smette mai di evolversi. Per questo – ha concluso Brunner – continueremo a lavorare su queste basi comuni per riprendere il controllo, per costruire ancora più fiducia tra gli Stati membri e più fiducia con i cittadini”.