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Midterm, Meloni dà una lezione alla sinistra: “Il voto si rispetta, gli Usa restano nostri alleati chiunque governi”
La premier ribadisce la linea di esecutivo e centrodestra e dà una stoccata alle opposizioni: "Per noi gli Usa sono un alleato fondamentale indipendentemente da chi li governa. A differenza della sinistra, che ora riscoprirà, come per magia, che sono un grande alleato"
Il voto dei cittadini va sempre rispettato e i rapporti consolidati tra Stati prescindono dal risultato delle elezioni. A ribadirlo è stata Giorgia Meloni in una dichiarazione al QN a proposito dell’esito del voto di midterm negli Usa. “Non siamo soliti commentare le dinamiche di politica interna di altre nazioni. Gli americani hanno votato e il loro giudizio merita rispetto”, ha sottolineato la presidente del Consiglio, chiarendo che “per i rapporti tra Italia e Stati Uniti non cambia nulla: per noi gli Usa sono un alleato fondamentale indipendentemente da chi li governa o dalle maggioranze parlamentari. A differenza della sinistra, che ora riscoprirà, come per magia, che gli Stati Uniti sono un grande alleato”.
Meloni: “Il voto si rispetta. I rapporti con gli Usa non cambiano”
“Se così sarà, tuttavia, non possiamo che esserne contenti”, ha aggiunto Meloni, ironizzando sulle reazioni all’interno del campo largo e ricordando a tutti che “Washington resta un alleato fondamentale a prescindere da maggioranze e leader”. Dal commento al voto americano arriva così dalla premier anche l’ennesima lezione di democrazia e di governo alla sinistra, che anche in questo frangente ha confermato di giudicare il voto dei cittadini più o meno apprezzabile in base a quanto risponde alle proprie aspettative e di adottare il metro delle vicinanze politiche anche per i rapporti tra gli Stati.
Tajani: “L’interesse nazionale prevale sulle posizioni politiche”
Intervistato dal Messaggero, anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito quella che dovrebbe essere un’ovvietà, che però la sinistra italiana stenta a metabolizzare. “Gli Stati Uniti – ha detto Tajani – sono i nostri principali alleati, perché costituiscono l’altra faccia dell’Occidente e rappresentano la più grande democrazia al mondo. Quella è una grande democrazia proprio perché garantisce l’alternanza alla guida del Paese. Sta proprio qui la differenza tra le democrazie e le autocrazie: nelle seconde non cambia mai chi comanda”.
“Siamo e restiamo in ottimi rapporti con gli Stati Uniti. Lo eravamo quando governava Bush, lo siamo stati quando alla Casa Bianca c’erano Clinton, Obama, Biden. La stessa interlocuzione positiva c’è stata con Trump”, ha ricordato il titolare della Farnesina, sottolineando che “essere alleati non significa essere sottomessi”. “È questo – ha aggiunto – che la sinistra non capisce, perché troppo spesso manca di senso patriottico dello Stato e non coglie il fatto che l’interesse nazionale deve prevalere sulle posizioni politiche o ideologiche. Essere alleati degli Usa per noi significa dialogare a testa alta e a schiena dritta”.