Analisi dopo il voto Usa
Fidanza: «Trump non è mai stato il nostro faro». Il modello è Meloni. E punge la sinistra: «Festeggia le vittorie altrui perché qui non vince mai»
È un «verdetto netto e indiscutibile» quello che arriva dalle elezioni di midterm americane, secondo Carlo Fidanza «Perché anche nelle sue roccaforti parte di chi lo votava o non è andato o gli ha preferito avversari». E tra le cause che più di altri hanno pesato, secondo quanto spiega in una intervista al Corriere della sera dal capodelegazione di Fdi-Ecr in Europa, c’è «la guerra in Iran. Per la mancata vittoria e gli effetti sul carburante con il rialzo dell’inflazione che lui rimproverava a Biden. L’ha ammesso anche Trump stesso» mentre «Ora anche i suoi premono per chiudere le guerre. Noto però che in queste ore gli ayatollah hanno rialzato la cresta. E non è un bene».
La narrazione dell’Italia chearlader dei leader esteri finita con Meloni
Fidanza risponde all’ennesima domanda figlia una narrazzione della sinistra che vorrebbe l’Italia ‘cheerleader’ dei leader esteri, malgrado ormai sia proprio Giorgia Meloni a essere un leader seguito ed imitato nel mondo e una pietra di paragone politica per i media e l’opinione pubblica internazionale. Così alla giornalista che le chiese de è perso un ‘altro faro sovranista’ l’esponente italiano ricorda che Trump non è «Mai stato un nostro faro. Era un interlocutore e non smette di esserlo» e sottolinea come «Giorgia Meloni ha difeso dignità e interesse dell’Italia. La trattativa si è riaperta grazie a lei. Senza l’accordo i dazi ora sarebbero più alti».
Un conto è la battaglia contro il woke, un altro sono le guerre
Certo con il presidente eletto dai Repubblicani Americani si sono «consonanze. Ma una cosa è la battaglia contro il woke e l’immigrazione incontrollata, altro è avventurarsi in guerre, su cui abbiamo preso posizioni critiche e non sono mancate frizioni». In ogni caso ricorda che « il rapporto euroatlantico prescinde da presidenti e maggioranze».
Conservatori e modello Meloni
Sulla vittoria dei democratici dagli Usa all’Italia non nasconde i dubbi e l’ironia Carlo Fidanza, forte dei numeri e anche di quello che la storia recente italiana racconta: «La sinistra mette il cappello sulle vittorie altrui, perché qui non vince mai. Ma passata la sbornia da midterm dovrà tornare alla triste realtà di Conte, Bonelli e Renzi». Nessun dubbio invece sul modello politico che ispira e ispirerà i conservatori europei: è «Quello di Giorgia. Pragmatico e dopo 4 anni di governo con consensi più alti di ogni altro leader occidentale».