Sfida di Champions da incubo
Manchester, tifosi della Roma contro la polizia inglese: «Trattati da cani». E il racconto choc sulle manette
Una trasferta da sogno, trasformatasi in un incubo, e non solo per il risultato sul campo. Arrivati allo stadio arrivati Old Trafford, i tifosi della Roma che tra martedì e lunedì sono volati a Manchester per assistere alla sfida di calcio di Champions League tra i giallorossi di Gasperini e lo United, terminata con la rimonta inglese da 0-2 a 3-2 nel finale, hanno trovato un atteggiamento decisamente poco accogliente da parte della polizia, secondo i racconti dei protagonisti interpellati dall’agenzia di stampa Adnkronos.
“Trattati da cani”
I presenti raccontano che le forze di sicurezza hanno avuto fin da subito un atteggiamento definito “intimidatorio”, provocando qualche momento di tensione all’interno dello stadio.
“Ci hanno trattato da cani”, è la testimonianza all’agenzia di stampa diretta da Davide Desario di due tifosi presenti all’Old Trafford, “i problemi si sono verificati perché il settore ospiti era collegato con quello dei tifosi di casa, quindi tutti entravano, alternandosi, dallo stesso varco”. Il corteo che ha colorato le strade di Manchester di giallorosso, partito dal Sinclairs Oyster Bar, locale del centro città a pochi metri dalla cattedrale, con destinazione lo stadio, ha incontrato fin da subito l’opposizione della polizia inglese, che ogni metro bloccava i tifosi. Risultato? Un’ora di camminata e un’altra ora per entrare nell’impianto, per un totale di due ore di attesa: “Entravamo a flussi e ci bloccavano, eravamo schiacciati come sardine. Una ragazza che era in fila si è sentita male. Questi disagi si sono verificati sia prima dell’inizio della partita che dopo il triplice fischio”.
Il malore e le manette
Proprio a fine match un tifoso giallorosso ha accusato un malore, ma piuttosto che ricevere soccorso medico è stato bloccato a terra dalla polizia: “Un ragazzo si è sentito male durante il deflusso, ma la polizia pensava volesse creare disordini e lo ha ammanettato buttandolo a terra. Nel settore sono entrati decine di agenti. Gli amici gli hanno urlato ‘no police, doctors’ (ovvero ‘non serve la polizia, ma dottori’, ndr) perché stava avendo un malore”. L’atteggiamento delle forze dell’ordine è stato chiaro fin dall’inizio: “In generale sono sempre stati ostili, sembrava che aspettassero soltanto una scusa per arrestarci”.
Oltre la beffa sul campo, dunque, anche il danno sugli spalti.