Dopo 30 ore di riunione
Electrolux, il governo Meloni chiude l’accordo: oltre 100 milioni di investimenti e stabilimenti salvaguardati. E anche Schlein applaude
Alla fine l’atteso annuncio è giunto: su Electrolux l’accordo è fatto. A darlo all’alba è stata il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, spiegando: “Abbiamo raggiunto l’obiettivo: un accordo che tutela i lavoratori e salvaguarda tutti gli stabilimenti di Electrolux in Italia, con oltre 100 milioni di euro di investimenti per garantire prospettive produttive di lungo periodo”. L’intesa sul nuovo piano industriale di Electrolux è arrivata al termine di 30 ore di confronto serrato al Mimit con l’azienda e le organizzazioni sindacali, iniziato ieri e proseguito senza sosta anche durante la notte.
I termini dell’intesa
L’intesa raggiunta prevede oltre 100 milioni di euro di investimenti e una produzione di circa 3,2 milioni di pezzi annui a fine piano, confermando il ruolo strategico degli stabilimenti italiani. Rispetto ai 1.719 esuberi inizialmente annunciati dall’azienda, il nuovo piano prevede un massimo di 902 uscite da gestire esclusivamente su base volontaria e incentivata, con il sostegno degli ammortizzatori sociali.
Sul piano produttivo, a Porcia si amplia il portafoglio prodotti, consolidando le produzioni di lavatrici e lavasciuga su entrambe le piattaforme. Confermati anche gli investimenti e le prospettive produttive degli stabilimenti di Susegana, Solaro e Forlì. Per Cerreto d’Esi è previsto il mantenimento della produzione, con volumi in linea con quelli attuali e con la media degli ultimi anni, fino all’individuazione di una soluzione di reindustrializzazione a tutela dei 149 lavoratori.
Il ruolo del Ministro Calderone
Coinvolgimento diretto anche del ministero del Lavoro, guidato da Marina Calderone, che avrà l’onere di individuare gli ammortizzatori sociali più adeguati, affiancati da percorsi di formazione e riqualificazione professionale. L’intesa è anche il frutto della battaglia condotta dal Governo in Europa a difesa del settore dell’elettrodomestico. Con il non-paper sostenuto da Francia, Germania, Polonia, Spagna e Slovacchia, l’Italia ha chiesto un piano europeo per il comparto, a tutela delle produzioni dalla concorrenza sleale e a sostegno degli investimenti. La disponibilità della Commissione ad agire su queste proposte ha contribuito a riaprire il confronto con Electrolux su nuove basi e a creare le condizioni per la revisione del piano industriale. “Difendere il lavoro significa creare le condizioni perché le imprese continuino a produrre e investire in Italia. È quanto ha fatto il nostro Governo con Electrolux ed è ciò che chiediamo all’Europa per l’intero settore: ora agli impegni della Commissione devono seguire misure concrete”, ha sottolineato Urso.
Calderone: “Un accordo che offre prospettiva”
E proprio la responsabile del Lavoro del governo Meloni ha espresso la sua soddisfazione alla notizia dell’intesa: “L’accordo raggiunto su Electrolux è un risultato che tutela il lavoro e offre una prospettiva di continuità produttiva agli stabilimenti italiani. La significativa riduzione degli esuberi inizialmente previsti e il ricorso esclusivo a uscite volontarie e incentivate consentono di evitare pesanti ricadute sociali su lavoratori e famiglie. Come avevamo promesso fin dall’inizio del confronto con l’azienza, abbiamo lavorato per ricercare ogni soluzione possibile. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è pronto ad accompagnare l’attuazione dell’accordo con tutti gli strumenti necessari per garantire la massima tutela delle persone coinvolte”.
Urso: finalmente l’accordo è chiuso
“Sono soddisfatto che finalmente si sia chiuso l’accordo con Electrolux. La mediazione trovata dopo mesi di trattative è molto buona perché il passaggio dagli esuberi previsti ad un numero nettamente inferiore di uscite volontarie e incentivate ha permesso di evitare quello che sarebbe stato un vero e proprio disastro sociale”, ha dichiarato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. “Dopo una lunga maratona di 30 ore, la firma dell’accordo sulla vertenza Electrolux segna un passaggio significativo ed è un risultato importante per tutte le parti coinvolte. Il risultato nasce da un lavoro intenso e da uno sforzo comune di mediazione, nel quale il Governo si è impegnato a favorire il dialogo tra le parti. La nostra priorità è stata e resta la salvaguardia dei posti di lavoro e della continuità produttiva degli stabilimenti italiani. Lavoriamo tutti in questa direzione”, ha dichiarato il sottosegretario di Stato con delega alle crisi d’impresa, Fausta Bergamotto.
Schlein, ‘accordo importante, ora vigilare su attuazione’
E anche la sinistra ha dovuto riconoscere il successo della trattativa andata a buon fine. Addirittura la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein ha parlato di accordo importante, spiegando che quello raggiunto da Mimit “è un risultato importante e niente affatto scontato, che consentirà di salvaguardare gli stabilimenti italiani, ridurre in modo significativo l’impatto occupazionale del piano iniziale e rafforzare le prospettive produttive dell’azienda nel nostro Paese. Un accordo che arriva grazie a una trattativa complessa ma soprattutto alla determinazione di sindacati e lavoratori e delle lavoratrici, che non hanno mai mollato. Abbiamo seguito da vicino la vertenza e siamo andati a incontrarli davanti agli stabilimenti di Solaro, Porcia e Cerreto D’Esi per affiancarli in questa battaglia per il proprio lavoro e per il futuro manifatturiero del Paese. Con l’accordo raggiunto stanotte vengono rafforzati gli investimenti, si assumono impegni sulla continuità produttiva degli stabilimenti italiani di Porcia, Cerreto d’Esi e vengono confermate le prospettive produttive di Susegana, Solaro e Forlì. Ora occorre vigilare sull’attuazione di tutti gli accordi, sugli investimenti, sul rispetto degli impegni occupazionali, sull’effettiva reindustrializzazione di Cerreto e sul mantenimento in Italia delle competenze industriali e delle attività di ricerca e sviluppo. Questa vertenza conferma infine la necessità di una strategia industriale nazionale ed europea per il settore degli elettrodomestici, a sostegno della competitività, degli investimenti e dell’occupazione”.