Al liceo Plinio
«Tutti odiano la polizia» in un liceo di Roma, Valditara ordina la rimozione. Rampelli: «I responsabili paghino»
È bufera al liceo Plinio Seniore di Roma per un murale comparso sulla parete di un’aula con la scritta in francese «Tout le monde déteste la police», ovvero «Tutti odiano la polizia». Un messaggio contro le forze dell’ordine che ha provocato la durissima reazione del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e del vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, esponente di Fratelli d’Italia.
Valditara: «Un messaggio di odio intollerabile, il graffito sarà rimosso»
«La scritta “Tutti odiano la polizia” sulla parete di un’aula del liceo Plinio Seniore di Roma è un fatto di una gravità intollerabile», denuncia Valditara, sottolineando il rischio di alimentare «un clima di ostilità» contro chi garantisce quotidianamente la sicurezza dei cittadini.
Per il ministro non si tratta di una semplice provocazione, ma di «un messaggio profondamente diseducativo e pericoloso, incompatibile con i valori costituzionali che la scuola ha il dovere di trasmettere».
Da qui la decisione di intervenire immediatamente: «Oggi stesso, su mia esplicita richiesta, il graffito verrà rimosso». Valditara annuncia inoltre l’accertamento delle responsabilità e l’adozione dei provvedimenti conseguenti.
Rampelli: «Individuare i responsabili e far pagare il ripristino»
A sollevare il caso è anche Fabio Rampelli, che riferisce di aver ricevuto segnalazioni da alcuni servitori dello Stato indignati per il murale, presente, secondo quanto denunciato, fin dai primi di ottobre.
Il vicepresidente della Camera chiede un intervento deciso della dirigenza scolastica: «Chiediamo che venga immediatamente cancellato il graffito, che siano individuati gli artefici, convocati i genitori e fatte pagare le spese di ripristino della parete».
Rampelli ringrazia Valditara per aver coinvolto tempestivamente il direttore scolastico regionale, sollecitando un intervento urgente.
Non solo. L’esponente di FdI annuncia anche una possibile interrogazione parlamentare al ministro per fare piena luce sull’accaduto.
«Un evento così grave non ammette distrazioni, non può essere tollerato né restare impunito», conclude Rampelli, ribadendo il sostegno a chi indossa una divisa: «Viva la legalità e coloro che si sacrificano per difenderla».