La sinistra s’è venduta pure l’anima. Apre l’hotel di Botteghe Oscure: una notte nella stanza di Togliatti costa 500 euro
Politica - di Luca Maurelli - 3 Novembre 2026 alle 20:48
Il brivido di dormire nello studio di Palmiro Togliatti, fare colazione sotto al busto di Antonio Gramsci, sollevare lo sguardo verso la soffitta dove consumava il suo amore col Migliore la giovane Nilde Iotti, solcare i corridoi, alla ricerca della reception, toccando il suolo che aveva solcato Enrico Berlinguer, nella migliore delle ipotesi può costare tra 500 e 600 euro a notte, ma si arriva anche a mille per le suite.
Da ieri, il Bottegone, storica sede del Partito Comunista a Roma, in via delle Botteghe Oscure, comprato da Palmiro Togliatti per 30 milioni di lire e venduto, nel 2003 per i debiti del Ds, per 35 milioni di euro, oggi è un hotel di lusso. La sinistra vecchia e nuova oggi deve guardare con un senso di rassegnazione e nostalgia le insegne del nuovissimo Thompson Rome, l’hotel a 5 stelle con 69 camere e terrazza panoramica, che ospitò i massimi dirigenti del partito comunista, in primis Enrico Berlinguer che salutò la folla affacciandosi al balcone dopo il risultato elettorale del 1975. Di quella gloriosa storia, in quelle stanze, è a un passo da quella via Caetani dove fu fatto ritrovare il cadavere di Aldo Moro, è rimasto poco o nulla: la scultura Parete di Misure di Giò Pomodoro, alcuni simboli storici del movimento comunista, un busto di Antonio Gramsci, qualche mobilio vecchio stile. Il nuovo proprietario non è esattamente un nostalgico del Pci, visto che Antonio Angelucci, parlamentare di centrodestra e detentore dei principali quotidiano di area, da quella location cerca profitti, non ricordi e vecchie idee, anche perché non le ritiene utili per il futuro del Paese, ovviamente.
La storica sede del PCI in via delle Botteghe Oscure 4, a Roma, fu venduta nel 2000, quindi 26 anni fa, dai Democratici di Sinistra (DS), eredi del Partito comunista. La vendita avvenne nell’ambito della dismissione del patrimonio immobiliare del partito, per far fronte a una pesante situazione debitoria. La stanza 207, che fu di Togliatti, oggi introduce allo storico balcone dal quale Berlinguer salutò la folla dopo il successo elettorale del 1976. Peccato che la Schlein abbia messo gli occhi addosso all’Unità ma nessuno, prima di lei, abbia mai pensato di poter proteggere la memoria della sinistra, che forse non vuol più, volutamente, ricordare tutto.