Il libro
“Il vero conservatore”, un manuale teorico-pratico di resistenza umana per riconnettersi con la realtà
Il giornalista si tiene lontano tanto dalla "favola del futuro di per sé radioso" quanto dalla "leggenda del passato in quanto tale aureo" e avverte: "Conservatore non è il contrario di progressista, è il contrario di dissipatore"
Quando è l’autore di un libello a scrivere sui social di essere «piuttosto soddisfatto» del prodotto appena rilasciato, aggiungendo che il contenuto gli sembra «bello quanto la copertina», bisogna fermarsi un attimo. E decidere. Prima di tutto, se è un atto di presunzione o una trovata promozionale. In secondo luogo, se è sincero e fino a che punto. Camillo Langone, in fondo, è uno di quelli che sanno scrivere, pensare e provocare senza perdere di vista sé stesso e la propria dignità di uomo e intellettuale spesso in distonia con il tempo attuale.
“Il vero conservatore” per riconnettersi con il reale
Un ingrediente che lo rende in sintonia con quanti, come lui, non credono agli idoli e non bevono «la favola del futuro di per sé radioso» né «la leggenda del passato in quanto tale aureo». Un apota. E non sono pochi a esserlo. Non tra queste colonne, sicuramente. La sua ultima pubblicazione ha per titolo Il vero conservatore. Manuale teorico-pratico (Liberilibri, 2026). Un libro necessario, utile a riprendere fiato e a riconnettersi con il reale.
“Conservatore” come contrario di “dissipatore”
«Conservatore non è il contrario di progressista, è il contrario di dissipatore» è soltanto la prima delle definizioni usate in apertura del libro per inquadrare quali siano i paradigmi che contraddistinguono quel particolare tipo di uomo che spesso sfugge alle categorie politologiche dell’Accademia. Per poi insistere: «Conservare significa anzitutto sapere che le cose preziose possono andare perdute: una chiesa, un paesaggio, una biblioteca, una ricetta, una parola, un rito, una civiltà».
E ancora: «Il conservatore è un sentimentale e il conservatorismo uno stato d’animo. Intimo come l’amore perché è una componente dell’amore. Se ami qualcuno o qualcosa, e credo sia impossibile non amare nulla e nessuno, desideri custodire questo qualcuno o qualcosa, tenerlo vicino, non perderlo. Di più: desideri che non si perda, che prolunghi la propria esistenza oltre la tua».
Un breve manuale di resistenza umana
Quello di Langone è un breve manuale di resistenza umana, una chiamata a raccolta che parte dalla constatazione che un «conservatore da solo può conservare ben poco». Un appello che scaturisce dall’intimo di chi si riconosce nelle sembianze dell’«individualista irriducibile» e del «misantropo viscerale». Consapevole però – e lo scrive usando la prima persona – che «la mia cultura non è solo mia, è anche del lettore: contribuisca a salvarla e si salverà». Nota a margine: la copertina, che tanto piace a Langone, è di Tommaso Ottieri, pittore partenopeo che merita grande rispetto.