Bufera a sinistra
“Chieda scusa, non è una goliardata”: Pina Picierno travolge Bonaccini per la foto fake su Tajani già “sotto attacco”
Il presidente del Pd inciampa sullo scatto fasullo del vicepremier e ministro azzurro col cappellino Maga cadendo nella trappola del web: l'ex compagna di partito lo demolisce richiamandolo alle scuse e al rispetto di un galateo istituzionale
Nuovo cortocircuito a sinistra, dove le goliardate da tastiera abortite sul nascere finiscono per trasformarsi nell’ennesimo regolamento di conti interno. Una faida intestina senza fine, che i vertici del Pd sembrano non riuscire a evitare, innescando micce che poi finiscono per esplodergli in faccia.
Allora, a innescare l’ultimo episodio bellicoso intestino è stato, guarda caso, proprio il presidente del Pd Stefano Bonaccini, caduto nella trappola del web e scivolato su una fake news: la pubblicazione sui propri profili social di un fotomontaggio che ritrae il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani con indosso l’iconico cappellino rosso “Maga” della campagna di Donald Trump. Uno scatto definito dal leader dem un «meme ironico», e affrettatosi a spiegare di averla rimossa per evitare equivoci.
Una caduta di stile presto rimossa, ma non abbastanza in fretta da evitare la dura reprimenda arrivata tempestivamente non da qualcuno del centrodestra: ma direttamente da casa dem. A picchiare duro sull’ex governatore emiliano è stata infatti la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno. Che, in veste di leader del movimento politico Spazio Pubblico le canta al presidente del Pd che ha pubblicato una foto fake del vicepremier Tajani col cappellino Maga, poi frettolosamente rimossa.
Picierno all’attacco: che fine ha fatto l’Abc del galateo istituzionale? Bonaccini chieda scusa
Sì, perché intervistata dall’Adnkronos, Pina Picierno non ha usato mezzi termini per censurare la mossa dell’ex compagno di partito, parlando di vera e propria violazione del “galateo istituzionale”. Asserendo con nettezza e vis polemica da vendere: «Sarebbe buona norma e buon costume evitare, per esponenti di istituzioni, utilizzare immagini fake perché stiamo facendo una battaglia campale in Europa per evitare il condizionamento indotto dalle fake news».
Incalzando a stretto giro: «Per di più immagini fake utilizzate da esponenti democratici, questa cosa è doppiamente grave, non si fa. Non si fa in generale, soprattutto in un momento, in un contesto che è caratterizzato dall’utilizzo della disinformazione, dall’utilizzo di fake, dall’utilizzo appunto di minacce ibride. Siamo proprio all’Abc del galateo istituzionale, questo lo possiamo dire a Bonaccini, quindi farebbe bene a scusarsi e farebbe bene a capire che non è una goliardata ma si tratta appunto di strumenti che se vengono utilizzati anche per minare la credibilità di chi li subisce».
Chi di fake news ferisce, di fake news perisce… O quanto meno…
Come evidente, insomma, per la vicepresidente dell’Eurocamera l’utilizzo improprio di contenuti manipolati rischia di minare la credibilità di chi li rilancia e poi li subisce, soffiando sul fuoco della disinformazione globale. Una battaglia su cui l’Europa sta investendo energie e risorse, proprio per contrastare le ingerenze estere, sempre più insidiose e minacciose.
Ma non solo. «Chi parla – ha continuato l’ex esponente del Pd – è oggetto di campagne mirate, molto pervasive. E diciamo molto, molto invasive, pure sui propri profili social che hanno questa struttura. Naturalmente nel mio caso sono fatte perlopiù da Paesi terzi. In particolare appunto da Russia e accoliti di Putin. Però è chiaro che siamo in questo contesto, non sono burlonate. Non sono goliardate. Sono cose che il galateo istituzionale impone di non fare. quanto meno se tu sei un progressista e un democratico o un liberale», rimarca Picierno, in passato più volte bersaglio di tentativi di violazione informatica e di una campagna di spionaggio e intimidazione attribuita ad ambienti legati alla Russia.
Picierno: «Bonaccini farebbe bene a scusarsi». Non siamo di fronte a una goliardata…
Ma non è ancora tutto. Perché la stoccata di Picierno diventa ancora più pesante se letta alla luce dei recentissimi fatti di cronaca politica che hanno visto il titolare della Farnesina finire nel mirino degli hacker filorussi di NoName. Con tanto di dati sensibili. Indirizzi. E abitudini personali, pubblicati sul dark web con relativo listino dei premi in palio in criptovalute per chi arriva a rivelarli. Tanto che sul punto Picierno aggiunge e sottolinea: «Io penso che Bonaccini dovrebbe scusarsi. A maggior ragione nelle ore in cui Tajani è stato poi oggetto di una campagna di minaccia ibrida. Abbiamo appreso che sono state diffuse sul dark web notizie relative pure alla sua famiglia. Quindi, insomma, è già sotto attacco da parte di altri, che ci si aggiungano anche esponenti italiani non aiuta, ecco».
E due: dopo l’attacco dal dark web, Picierno incalza Bonaccini. Ancora…
Insomma, per l’ennesima volta, Pina Picierno incalza il suo ex collega di partito. E alla fine della fiera delle ostentazioni improprie e delle reprimende interne, quello che emerge più di ogni altro dettaglio è quanto l’intera faccenda racchiude e dimostra: l’ipocrisia a doppio binario della sinistra. Quella sempre pronta a salire in cattedra per impartire lezioni di bon ton digitale, salvo poi finire inesorabilmente preda e vittima della gogna social che vorrebbe scatenare contro gli avversari. Perché, chi di fake news ferisce, alla fine, di fake news perisce. O quanto meno, dovrebbe provare a sotterrarsi (figurativamente) per la vergogna…