Tajani a Bonaccini: “Chi mi attacca utilizzando l’Ia aiuta i signori della guerra ibrida”. Nel Pd la voce isolata di Sensi: post inopinato (video)
Colto di sorpresa e sdegnato dal fuor d’opera di Stefano Bonaccini, Antonio Tajani torna ad accusare chi soffia sul fuoco. Il vicepremier, già nel mirino degli hackeraggi filorussi che lo vedono coinvolto insieme ad altri esponenti ritenuti “nemici di Mosca”, è stato oggetto di un attacco via social del presidente dem. Finito nella bufera per aver pubblicato una foto fake realizzata dall’intelligenza artificiale che ritrae il leader di Forza Italia con un cappellino Maga (che non ha mai indossato), Bonaccini è stato costretto a rimuovere il post. Ma si è ben guardato dal chiedere scusa, anzi ha ironizzato sul fatto che comunque Tajani il cappellino lo aveva in mano.
Tajani a Bonaccini: chi mi denigra con la Ia aiuta i signori della guerra ibrida
È lo stesso vicepremier, dopo il post su X in cui dice che non si lascerà intimidire dalla guerra ibrida e dagli attacchi alla sua famiglia, a commentare la bufala via social di Bonaccini e i cyberattacchi russi in un video sui suoi profili social. “Lancio un appello a tutta la politica italiana: attenzione, difendiamo la democrazia, la libertà. E impediamo che la guerra ibrida ci metta in ginocchio. Mi dispiace che il presidente del Pd, proprio in questo frangente, abbia utilizzato l’Ia per attaccare me e denigrare le mie posizioni politiche. Facendo così si aiutano soltanto i signori della guerra ibrida…”. Così in un video sui social, Nello stesso filmato dice di non farsi intimidire da nessuno: “Continuerò a difendere le ragioni dell’Ucraina e a difendere la pace”.
La solidarietà del centrodestra e il silenzio delle sinistre
Corale la solidarietà del centrodestra al vicepremier. Da Forza Italia si levano parole durissime contro la diffamazione via social dell’esponente di spicco del Nazareno proprio nelle stesse ore in cui Tajani è preso di mira sulla black list del web. A sinistra l’imbarazzo è forte, non una parola da Elly Schlein né dalla compagnia del campo largo sulla foto fake di Bonaccini. Soltanto Filippo Sensi, esponente dell’ala riformista dem, si sfila e definisce il post del compagno di partito ‘inopinato’.
Sensi e l’imbarazzo dem: “Post inopinato, ora la faccenda è chiusa”
Prova a minimizzare, “mi pare che la vicenda si sia chiusa”, ma le parole che seguono sono un atto d’accusa all’ex governatore dell’Emilia-Romagna e al metodo di un pezzo di Pd. “È stato un post inopinato in un momento delicato. È bene che Bonaccini abbia rimosso il post fatto e che si vada avanti”. E ancora, un appello indiretto alle sinistre. “L’importante è che arrivi in questo momento, pur nelle distanze politiche, un messaggio di solidarietà al ministro Tajani per le minacce ricevute dalla rete filorussa. Quindi chiudiamo questo piccolo incidente e invece solidarizziamo con Tajani per le minacce della rete filorussa che ci devono vedere tutti uniti. Anzi, occasione in più, dico al centrodestra, per muoversi alla svelta per il nuovo pacchetto di aiuti all’Ucraina”. Poco dopo Elly Schlein invia un timido messaggio di solidarietà al vicepremier per i cyberattacchi. Ma di Bonaccini sembra non essersi accorta.