Guerra ibrida
Dark Web, non solo la taglia su Tajani per scoprirne indirizzo e abitudini: ecco chi sono tutti gli altri nel mirino degli hacker filorussi
Il collettivo NoName057 mette a listino il vicepremier azzurro e altri magistrati italiani insieme a leader europei e esperti di cybersicurezza sul circuito Tor, offrendo ricompense in denaro per i loro dati personali e spostamenti
Richieste di informazioni personali molto dettagliate a pagamento. Notizie riservate sulla vita privata e professionale (con tanto di indirizzi e spostamenti quotidiani) del vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, nonché leader di Forza Italia. Sul dark web, utilizzando il browser Tor, che consente la navigazione in incognito, sono state scoperte queste offerte – con tanto di taglia e prezzo all’ingrosso – non solo per carpire notizie sul leader azzurro, ma anche su altri personaggi politici europei.
Dark web e cyberattacchi: accesso ai dati di Tajani attraverso la rete Tor
Informazioni su dati sensibili destinate, non si esclude, a fornire elementi a favore di gruppi estremisti o di altra natura. Un quadro allarmante che, nel suo insieme, non prescinde neppure da implicite minacce indirizzate a Tajani e schede private del politico.
La guerra ibrida di Mosca alza l’asticella della minaccia
La guerra ibrida di Mosca sale di livello e piomba nel dark web. Non si tratta più – e lungi dal voler banalizzare il pregresso – solo dei classici attacchi alle infrastrutture digitali o a siti istituzionali, come le recenti offensive che hanno paralizzato supermercati europei, voli sui cieli del vecchio continente, e portali pubblici. No: stavolta il bersaglio è la sicurezza personale del vicepresidente del Consiglio e titolare del dicastero della Farnesina: Antonio Tajani.
A lanciare l’allarme sono state le nostre strutture di cybersicurezza che, tra monitoraggio e operazione di ricerca di mirata, hanno individuato una vera e propria “taglia” comparsa su una sezione del dark web accessibile tramite rete Tor, il circuito protetto solitamente impiegato per i traffici illeciti di armi, droga e dossieraggi.
Il “Tribunale” di NoName057(16): ecco chi si cela dietro
L’operazione porta la firma di NoName057(16), un collettivo di pirati informatici apertamente filorusso. Gli hacker hanno creato sul web sommerso un sedicente “Tribunale”, mettendo a listino i cittadini ritenuti “ostili alla Federazione Russa”.
La taglia su Tajani dal dark web
Ma c’è di più. Nella scheda riservata ad Antonio Tajani compare in particolare la richiesta esplicita di dettagli personali e logistici: informazioni private, abitudini, spostamenti, e dati sensibili come l’indirizzo di casa e le informazioni sui familiari. Per chiunque fornisca notizie attendibili e verificate, la sigla offre compensi garantiti e garantisce anonimato totale.
Dark web, non solo Tajani nel mirino: spunta una lista europea
Ma, come anticipato, quello del ministro degli Esteri non è un caso isolato. Il “listino” dei “ricercati speciali” sul dark web conta almeno 18 profili di primo piano della politica occidentale. Dunque, se in Italia figurano esponenti in prima linea sul contrasto ai crimini informatici e alla criminalità – dal procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, al capo della Polizia Postale, Ivano Gabrielli. Passando per un’altra decina di persone – quel che sembra ormai abbastanza chiaro è che la dimensione del ricatto sui dati sensibili e dell’intimidazione è apertamente internazionale.
Dagli inquirenti italiani ai politici francesi, fino agli esperti francesi di cybersicurezza
Non a caso, la lista prende di mira anche la Francia, includendo nell’elenco dei “wanted”, esperti di cybersicurezza e difesa che collaborano direttamente con il ministero di Parigi, come Amaury-Jacques Garçon che, precisa il Corriere della sera sul punto, «collabora con il ministero della Difesa di Parigi proprio nel campo della cybersicurezza. Charles Meslay, altro esperto della società Sekoia, come Garçon. Livia Tibirna, sua collega nella stessa azienda di cybersicurezza in Francia, insieme con Héloïse Hubert, i dossieristi della società Sekoia.
La dimensione internazionale della minaccia: chi sono i NoName
Nato nel marzo 2022 in risposta al conflitto in Ucraina, il gruppo NoName057(16) è una delle milizie digitali più attive della propaganda del Cremlino. Noto in passato per gli attacchi DDoS destinati a mandare in tilt i server delle istituzioni occidentali, il collettivo funziona reclutando “volontari” su Telegram remunerati in criptovalute.
Il passaggio al dossieraggio e al pagamento di informazioni personali sui singoli soggetti attenzionati segna un’escalation preoccupante della guerra ibrida in atto. Un tentativo di intimidazione nei confronti di chi difende l’interesse nazionale e la sovranità europea, e che trova la risposta ferma – e la solidarietà indirizzata ai soggetti coinvolti loro malgrado – delle nostre istituzioni.