La missione del 3 novembre
Il giallo dei tre aerei spia NATO sul Mar Nero: c’è anche quello italiano. E un drone sparisce dai radar
C’erano un inglese, un americano e un italiano. Non è l’inizio di una barzelletta, ma di un intrigo internazionale.
Sono tre aerei spia che martedì 3 novembre hanno volato insieme contemporaneamente sul Mar Nero. Da tre basi diverse, con tre specialità diverse e un unico obiettivo: guardare e ascoltare quello che succede sul fianco orientale della NATO. A segnalarlo è stato ItaMilRadar, il progetto italiano che monitora i voli militari.
Il jet italiano che vede e ascolta
A rappresentare il nostro Paese è stato il Gulfstream E.550 CAEW dell’Aeronautica Militare (MM62293, nominativo IAM1495), decollato da Pratica di Mare. Ha raggiunto la costa rumena e ha operato attorno al Delta del Danubio, a un passo dal confine ucraino.
Non è un aereo qualunque. È la versione radar di allerta precoce del Gulfstream G550, acquistata da Israel Aerospace Industries e gestita dal 71° Gruppo del 14° Stormo. Ne esistono solo due esemplari, con matricole MM62293 e MM62303. Il primo è stato consegnato a dicembre 2016. E c’è un primato: secondo Repubblica, tra gli alleati NATO solo l’Aeronautica Militare italiana lo possiede.
Gli ascoltatori britannici
Dalla RAF Waddington è partito il Boeing RC-135W Rivet Joint (ZZ664, nominativo RRR7203), che ha volato sul Mar Nero verso est dalla costa bulgara. È specializzato nell’intercettazione delle comunicazioni.
Gli americani da Costanza
Terzo protagonista il Bombardier CL-600 ARTEMIS II dell’esercito USA (N159L, nominativo BRIO66), partito da Costanza, in Romania. Ha pattugliato il Mar Nero occidentale, raccogliendo segnali elettronici e di comunicazione.
Tre competenze che si incastrano: allerta e sorveglianza da una parte, intercettazione dall’altra, ricognizione elettronica dalla terza.
Il drone che spegne il transponder
Il dettaglio più intrigante arriva dall’Albania. Nelle stesse ore è stato tracciato anche il drone Northrop Grumman RQ-4D Phoenix (MM-AV-SA0014, nominativo MAGMA10). Mentre volava verso sud ha spento il transponder, e da quel momento la rotta non è più confermata. Era diretto anch’esso verso il Mar Nero? Non si può escludere, ma il collegamento resta non verificato.
Che cos’è ItaMilRadar
ItaMilRadar è un progetto OSINT (intelligence da fonti aperte) nato nel 2016 come account Twitter e diventato sito web nel 2019, con oltre 45.000 follower su Facebook e su X. Il metodo è trasparente: non ha ricevitori propri, ma analizza i segnali in chiaro trasmessi dagli aerei, raccolti da piattaforme come Flightradar24, AirNav Radar e ADS-B Exchange. È quindi un sito italiano indipendente specializzato nel monitoraggio dei voli militari.
Perché conta
Con la guerra in Ucraina ancora in corso e la Russia attiva nella regione, il Mar Nero resta uno dei punti più sorvegliati d’Europa. Vedere tre piattaforme NATO operare insieme, e un drone sparire dai tracciamenti, racconta quanto l’Alleanza tenga gli occhi aperti su quel fronte.