Provvedimento epocale
Grano duro, credito d’imposta fino al 40%: Lollobrigida illustra ColtivaItalia
“Il ColtivaItalia è un provvedimento strutturale di ampio respiro, nato per rafforzare la produzione nazionale, ridurre la dipendenza dall’estero e garantire una distribuzione più equa del valore lungo l’intera filiera agricola. Con questa misura interveniamo in modo incisivo su filiere strategiche, come ad esempio quella cerealicola. Abbiamo previsto specifici contratti di filiera per il grano duro e introdotto un credito d’imposta, che va dal 20% al 40%, per garantire prezzi certi e redditi più stabili agli agricoltori. Si tratta di un meccanismo virtuoso che tutela i nostri produttori dalle oscillazioni anomale dei prezzi, garantendo al contempo stabilità contrattuale e una giusta remunerazione per il loro lavoro”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, in un’intervista al Quotidiano di Sicilia.
Il record di 17 miliardi e la misura da oltre un miliardo
“L’agricoltura per il governo Meloni è al primo posto – aggiunge Lollobrigida – lo abbiamo dimostrato dal primo giorno del nostro insediamento e continueremo a farlo. I 17 miliardi stanziati rappresentano l’investimento più alto mai fatto in questo settore nella storia della Repubblica. Con ColtivaItalia mettiamo in campo oltre un miliardo e cento milioni di euro: una misura di straordinaria importanza che nasce per rafforzare il mondo agricolo in termini strutturali, intervenire sulle criticità e garantire all’Italia produzioni di alta qualità da mettere a disposizione dei cittadini e del mondo”.
Ricerca, Crea e Tea: la scienza al servizio dei campi
Infine Lollobrigida ricorda gli investimenti in ricerca: “La ricerca ha valore soltanto se risponde alle esigenze reali di chi ogni giorno lavora la terra. L’immissione di 50 nuovi ricercatori al Crea e il potenziamento delle aziende sperimentali nascono esattamente da questa visione: mettere la scienza al servizio delle nostre imprese di fronte al cambiamento climatico e alle emergenze fitosanitarie. Abbiamo investito con convinzione sulla ricerca applicata e sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea): una svolta concreta per ottenere varietà resistenti allo stress idrico, difendere la qualità del cibo italiano e dare certezza al futuro dei nostri agricoltori”.