Fruibilità e incanto
Ercolano, dopo decenni riaprono due grandi domus: le case accessibili al pubblico svelano la città romana di 2000 anni fa
Dopo decenni di chiusura, la Casa dell’Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio tornano accessibili al pubblico ed entrano nel percorso di visita del Parco Archeologico di Ercolano. Due dimore molto diverse tra loro, ma entrambe straordinarie per tecniche costruttive e ricchezza di reperti e decorazioni, che segnano una nuova tappa del ‘Progetto Domus’.
A Ercolano riaprono due domus dopo 20 anni di chiusura
Per chi visita, le novità sono concrete. Le due case – come ricostruisce un servizio di Adnkronos – aprono una finestra sul modo di abitare una città romana di duemila anni fa. Da una parte, la Casa dell’Atrio a Mosaico, un’ampia e sfarzosa dimora affacciata sul mare, in cui gli effetti catastrofici dell’eruzione del ’79 d.C. sono ben visibili. Non solo nei numerosi elementi in legno carbonizzato rinvenuti, ma soprattutto nel suggestivo pavimento dell’atrio, che mostra i segni del peso del materiale vulcanico che per quasi due millenni ne ha nascosto la bellezza.
Casa dell’Atrio: si potrà passeggiare lungo il giardino
Si potrà passeggiare lungo il giardino e ammirare gli ambienti restaurati che vi si affacciano, ricchi di preziosi intonaci e controsoffitti finemente decorati. Dallo splendido salone monumentale, l’Oecus Aegyptius, si vedrà il grande atrio con il maestoso e suggestivo mosaico pavimentale da cui la casa prende il nome. Dall’altra, la Casa a Graticcio, è invece un edificio più modesto. Una sorta di piccolo “condominio”, con bottega al piano terra e alloggi al primo piano che conservano ancora intatto il loro arredo. Inoltre, offre scorci inaspettati e del tutto nuovi. Si tratta della prima casa in cui il pubblico potrà accedere a un primo piano e ammirare dall’alto il percorso lungo il cardo IV, l’antica strada di età imperiale che in antico conduceva al mare.
Mercuri: un esempio concreto di fruizione
“La riapertura della Casa dell’Atrio a Mosaico e della Casa a Graticcio – dichiara il direttore generale Musei Luca Mercuri – rappresenta un risultato importante per Ercolano. E un esempio concreto delle politiche di valorizzazione, fruizione e accessibilità che la Direzione generale Musei ha strutturato e promosso negli ultimi anni su scala nazionale.