Le reazioni
Askatasuna, gli antagonisti fanno le vittime ma non attacca. Piantedosi: “I violenti non s’illudano di sfuggire alla legge”
Oltre all'operazione di polizia che ha portato a 16 misure cautelari per la guerriglia seguita allo sgombero del centro sociale torinese, oggi si è celebrato anche il rito abbreviato per un 22enne arrestato in flagranza differita: il pm ha chiesto 4 anni
“Dissenso e protesta sono sempre legittimi ma non possono mai sfociare in aggressioni e disordini. Chi scende in piazza solo per praticare violenza non si illuda di sfuggire alla legge, perché troverà sempre la risposta ferma delle Istituzioni”. Con queste parole il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha commentato l’operazione di polizia che ha portato all’esecuzione di 16 misure cautelari nei confronti di antagonisti che hanno partecipato alle violenze del 31 gennaio durante la manifestazione di protesta per lo sgombero del centro sociale torinese Askatasuna.
Piantedosi: “Risposta ferma a chi scende in piazza per praticare la violenza”
Si tratta, ha sottolineato il ministro, di “un’altra testimonianza del grande lavoro messo in campo da magistratura e Polizia per isolare i violenti, contrastare ogni tentativo di minaccia alla sicurezza dello Stato e tutelare i principi democratici su cui si fonda il nostro Paese”.
Le aggressioni e i disordini dopo lo sgombero di Askatasuna
Le accuse nei confronti degli indagati a vario titolo vanno da resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento, porto di oggetti atti all’offesa, rapina e anche tentato omicidio. Tra i destinatari dei provvedimenti, secondo quanto trapelato, ci sono anche uno dei leader di Askatasuna, un antagonista indagato per l’assalto a un blindato della polizia, che fu dato alle fiamme con un agente a bordo, e un altro accusato di aver fatto parte del gruppo che accerchiò e picchiò un poliziotto, colpito anche con un martello.
In quella giornata, gli antagonisti per quasi due ore attaccarono gli agenti impegnati a evitare una nuova occupazione del centro sociale, lanciando pietre, bottiglie, bombe carte e altri oggetti contundenti e creando barricate infuocate. Nel corso delle violenze, inoltre, furono danneggiati numerosi esercizi commerciali, condomini, autovetture private e banche, nonché arredi urbani e cassonetti.
Chiesti quattro anni per un 22enne arrestato in flagranza differita
In giornata, inoltre, la Procura di Torino ha chiesto una condanna a quattro anni di carcere per un 22enne della provincia di Grosseto, che era stato arrestato per gli scontri del 31 gennaio con il meccanismo della flagranza differita. Il procedimento è separato dal maxi fascicolo che oggi ha portato all’esecuzione delle sedici misure cautelari e restrittive. Il giovane, che ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato, secondo gli inquirenti era nel gruppo dei dimostranti che circondarono e presero a calci un poliziotto del reparto mobile ed è imputato anche se non prese parte diretta alle violenze.
Montaruli: “Il campo largo rompa il legame con l’autonomia”
“Le misure cautelari scattate per i violenti scontri dello scorso 31 gennaio confermano la pericolosità della galassia Askatasuna e richiamano l’amministrazione Lo Russo alle sue responsabilità”, ha commentato la vicecapogruppo di Fdi alla Camera, Augusta Montaruli. “Ora che il centro sociale è sgomberato, non può tornare nelle mani di chi è considerato pericoloso o dei suoi padrini. Non si vanifichi ulteriormente il lavoro di Governo, Procura e Forze dell’ordine, tanto più a fronte delle deliranti affermazioni che si stanno susseguendo in queste ore proprio da persone che hanno fatto della violenza un brand per il proselitismo”, è stato l’avvertimento dell’esponente di FdI, che ha anche esortato il campo largo a rompere “il pericolosissimo legame che li unisce in qualche modo all’autonomia, la quale scende in piazza solo per sfasciare e aggredire, come purtroppo abbiamo rivisto nella furia violenta anche delle piazze più recenti, con presenze che non sono giustificabili”.
Il vittimismo degli antagonisti
Un plauso a polizia e magistrati per l’operazione è stato rivolto da Forza Italia, che ha anche risposto al vittimismo dei centro sociali, che in una nota del Network antagonista torinese hanno parlato di “un’ingiusta e criminale operazione repressiva” e di “strategia del manganello”, lamentando che “viene sposata una lettura della manifestazione che non tiene conto della spontaneità della rabbia di quella giornata”. “Definire ‘criminale’ il lavoro degli investigatori e provare a presentare come vittime coloro che sono accusati di fatti di questa gravità significa tentare ancora una volta di capovolgere la realtà”, hanno sottolineato il senatore e vicesegretario regionale Roberto Rosso e il segretario cittadino Marco Fontana.
Zangrillo: “Intollerabili i tentativi di giustificare la barbarie”
“Vergognosa la reazione degli ambienti di Askatasuna, che parlano ancora di ‘strategia del manganello’. Di quale manganello parlano?”, ha detto il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. “Io ricordo – ha proseguito – un martello usato per massacrare un poliziotto inerme, un mezzo dato alle fiamme con un agente a bordo, pietre, bombe carta e una città trasformata in un campo di battaglia. Questa è la verità che nessuna propaganda può cancellare. Definiscono sproporzionate le accuse e invocano la spontaneità della rabbia. Ma quale rabbia! Questa è barbarie ed è intollerabile che qualcuno tenti ancora di giustificarla o minimizzarla”.
La Lega: “La sicurezza dei cittadini va tutelata da questi delinquenti”
“La sicurezza dei cittadini onesti va tutelata con fermezza contro questi delinquenti”, ha detto poi il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, ricordando i “103 agenti feriti e le immagini di guerriglia urbana, tra lanci di bombe carta, barricate e un poliziotto accerchiato e pestato” di quella manifestazione.