A margine del Consiglio Ue
Zelensky ride alla domanda sui guai di Trump: “Questa è la mia risposta”. Poi l’affondo sulle sanzioni (Video)
A Bruxelles il sorriso ironico alla domanda sui problemi del presidente americano. Il giorno dopo l'attacco a Washington: «Così incoraggiate Putin»
«Un blackout delle sanzioni Usa, allentare il pressing sull’aggressore, ricompense finanziarie per Putin, tutto questo lo incoraggia solo a continuare ad attaccare». Volodymyr Zelensky punta il dito contro Washington. Il leader ucraino è tornato ad accusare gli Stati Uniti di indebolire la pressione sulla Russia dopo la decisione del presidente Donald Trump di sospendere le nuove sanzioni previste dal Lindsey Graham Act. Una scelta arrivata mentre Mosca intensifica i bombardamenti contro le infrastrutture energetiche ucraine, provocando almeno sette morti e circa 90 feriti nelle ultime 24 ore. Da Bruxelles, nelle ore precedenti, Zelensky aveva già lanciato un avvertimento all’Europa: «Se cadiamo» potrebbero arrivare «20 milioni di ucraini».
A margine del Consiglio europeo, un giornalista gli ha chiesto se si sentisse il capro espiatorio dei problemi politici del tycoon, tra popolarità in calo, rincari e difficoltà in Medio Oriente. Zelensky ha abbassato lo sguardo, lasciato trascorrere qualche secondo e poi ha sorriso: «Questa è la mia risposta». La sala è scoppiata a ridere.
Zelensky contro Trump
«In un momento in cui i russi hanno condotto un attacco tanto massiccio contro il nostro settore dell’energia, è stata purtroppo presa in America la decisione di ignorare completamente il Lindsey Graham Act», denuncia Zelensky su X, ricordando che la legge avrebbe potuto esercitare «una pressione davvero efficace sulla Russia per porre fine a questa guerra».
Il provvedimento, firmato da The Donald il 18 settembre, prevedeva pesanti restrizioni economiche contro Mosca, comprese sanzioni finanziarie e dazi sui Paesi acquirenti di energia russa. Con un ordine esecutivo del 16 ottobre, la Casa Bianca ne ha sospeso l’applicazione invocando l’interesse nazionale. Restano in vigore le precedenti sanzioni americane.
Una decisione che si inserisce nelle tensioni sui prezzi dell’energia, a poche settimane dalle elezioni americane di metà mandato del 3 novembre. Trump ha accusato Kiev di contribuire ai rincari con gli attacchi alle raffinerie russe, mentre Washington ha raggiunto un‘intesa sulle forniture di diesel con Mosca.
Oggi Zelensky è tornato sulla questione: «Purtroppo non credo che questo sia il modo per fermare Putin. Al contrario, lui gioisce di avere un simile sostegno». Di segno opposto, prevedibilmente, la reazione del Cremlino. L’inviato russo Kirill Dmitriev ha salutato la sospensione delle misure americane come un momento «importante, davvero storico».
Raid russi sulle infrastrutture energetiche
Sul campo la guerra non concede tregua. Secondo l’Aeronautica ucraina, nella notte tra venerdì e sabato la Russia ha lanciato 332 droni, di cui 289 abbattuti o neutralizzati, oltre a missili. Colpite più di 15 infrastrutture critiche, con danni agli impianti di produzione e distribuzione elettrica.
Particolarmente grave la situazione nelle regioni di Zhytomyr, Rivne e Vinnytsia. Già venerdì, nella Volinia al confine con la Polonia, i bombardamenti avevano lasciato temporaneamente 370mila persone senza elettricità. A Kovel le fiamme avevano investito diversi mezzi pesanti, mentre nuovi attacchi hanno interessato Kharkiv, Kramatorsk, Kherson e Dnipro.
«La Russia sta cercando di provocare un blackout in Ucraina, proprio prima dell’inverno», ha denunciato Zelensky. L’obiettivo attribuito a Mosca è logorare la capacità di resistenza del Paese colpendo servizi essenziali e possibilità di ripristino degli impianti.
“Se cadiamo, 20 milioni di profughi”
Al vertice di Bruxelles, venerdì 16 ottobre, Zelensky aveva richiamato i leader alle conseguenze di un eventuale cedimento ucraino: «Che succede, se cadiamo? Verranno non so quanti profughi in Europa, 20 milioni di ucraini». Una previsione avanzata dal presidente, non una stima ufficiale dei flussi migratori.Il conto presentato ai Ventisette è altrettanto impegnativo: «L’anno prossimo la guerra costerà 155 miliardi di euro. E abbiamo bisogno di almeno altri 70 miliardi di euro da parte vostra».
Starlink e negoziati: Kiev cerca alternative
Le difficoltà con Washington investono anche il sostegno militare. Zelensky ha confermato che le limitazioni di velocità di Starlink non sono state completamente rimosse, ostacolando l’impiego di alcuni droni intercettori contro i velivoli russi a reazione. Secondo Kiev, si tratta di restrizioni che non si verificano durante i test effettuati nell’Unione europea. Le responsabilità rimangono controverse.
Sul versante diplomatico, il presidente ucraino non esclude un incontro trilaterale con Stati Uniti e Russia durante il G20 di dicembre a Miami, pur precisando che non esiste ancora alcuna conferma. La trattativa resta dunque un’ipotesi.