Il botta e risposta
Valditara zittisce Landini sul “tetto agli stranieri” nelle classi: “Gravi le sue dichiarazioni, crea un clima di pericolosa tensione”
Anche se il segretario della Cgil si è ostinato a far passare la nuova misura dell'esecutivo Meloni come una catastrofe, il ministro dell'Istruzione è intervenuto per mettere in chiaro gli obiettivi del decreto e per smontare le polemiche sterili
Politica - di Gabriele Caramelli - 2 Ottobre 2026 alle 19:18
Il “tetto agli stranieri” non è soltanto un provvedimento preso dal governo Meloni, ma una misura firmata anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A quanto pare il segretario della Cgil, Maurizio Landini, non l’ha capito e continua a parlarne come se fosse una delle sette piaghe d’Egitto: «Io credo che il provvedimento che ha preso il governo sia un provvedimento pericoloso e sbagliato, perché il ruolo della scuola è esattamente l’opposto: è quello di accogliere tutti. Tra l’altro la scuola, la lingua, l’integrazione passa proprio attraverso la conoscenza e quando si rinuncia, in un Paese ad avere una scuola che possa svolgere questa funzione, si sta facendo una cosa pericolosa per la stessa tenuta democratica e per la stessa convivenza civile».
A rispondergli nel merito ci ha pensato il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara: «Prendo atto con rammarico delle gravi dichiarazioni del segretario della Cgil Maurizio Landini che cerca di mistificare il contenuto del decreto legge approvato dal governo la scorsa settimana e volto fra l’altro a evitare la formazione di ghetti scolastici».
Valditara ammutolisce Landini sul tetto agli stranieri
Il segretario della Cgil ha poi auspicato l’esibizione di altri manifesti con le scritte “Qui nessuno è straniero”, come accaduto fuori dal cancello della scuola Daneo di Genova. «Per quello che mi riguarda – ha sostenuto Landini – io spero che aumentino gli striscioni nelle scuole e nel paese, non che vengano tolti quelli che sono stati messi. Io mi auguro che nei prossimi giorni aumentino queste forme di protesta perché in realtà queste non sono forme di protesta, questo è un modo per difendere la nostra Costituzione. Chi oggi sta attaccando la nostra Costituzione è qualcuno, penso al governo, che in realtà vuole introdurre elementi che ci riportano indietro nel tempo e che dovrebbero essere assolutamente evitati». Stavolta non ha usato la formula della “Rivolta sociale”, ma i termini forti ci sono eccome. La sua è un’accusa pesantissima e fuorviante al governo Meloni.
Ci ha pensato il ministro dell’Istruzione a dargli ripetizioni, spiegandogli che «il decreto prosegue e rafforza le misure già adottate da questo Governo e finalizzate a realizzare un migliore successo formativo e una maggiore integrazione degli studenti stranieri. A fronte della totale inerzia dei governi precedenti noi ci facciamo carico di una autentica politica di integrazione preoccupandoci nel contempo di garantire anche agli studenti italiani contesti scolastici idonei a favorire il loro successo formativo». Poi ha concluso con una stoccata al leader dei sindacalisti: «Cercare di falsificare la realtà creando un clima divisivo, facendo passare questo decreto come un provvedimento concepito ‘contro’ ragazzi stranieri, strumentalizzare bambini evocando paure inesistenti, allontana il confronto dai binari della democrazia e crea un clima di pericolosa tensione politica».