Lo guida Matteo Fortunati
Università telematiche, oltre 300mila studenti e un mercato miliardario: nasce il sindacato che difende le imprese del settore
Le università telematiche continuano a crescere in Italia, con oltre 300mila studenti iscritti e un giro d’affari che supera il miliardo di euro. Ma dietro l’espansione dell’istruzione digitale c’è anche una rete di centinaia di piccole e medie imprese, professionisti e lavoratori che ogni giorno contribuiscono al funzionamento del sistema. Una realtà economica sempre più importante che adesso chiede maggiore rappresentanza e tutele.
È in questo scenario che nasce ATuPU, Associazione per la Tutela dei Poli Universitari, la nuova organizzazione nazionale costituita per rappresentare i Poli di orientamento, gli E-Learning Center Point e le imprese che operano sul territorio a supporto degli atenei telematici.
L’obiettivo è affrontare le criticità nei rapporti tra le grandi realtà universitarie e gli operatori territoriali, promuovendo condizioni contrattuali più equilibrate, trasparenti e stabili.
Università telematiche, il boom degli iscritti: crescita del 159% in sei anni
I numeri raccontano una trasformazione profonda del sistema universitario italiano. Secondo i dati del Rapporto ANVUR 2026, richiamati nel comunicato dell’associazione, le 11 università telematiche riconosciute hanno raggiunto nell’anno accademico 2024/2025 quota 307.861 studenti iscritti, contro i circa 119mila del 2018/2019.
Una crescita di circa il 159% in sei anni, che ha portato gli studenti degli atenei digitali a rappresentare ormai il 15% dell’intera popolazione universitaria italiana.
Anche il peso economico del comparto è diventato considerevole. Le elaborazioni dell’Area Studi Mediobanca sui dati del 2024, citate dall’associazione, indicano proventi complessivi superiori a un miliardo di euro l’anno.
Il settore rappresenterebbe il 5,2% dei proventi dell’intero sistema universitario italiano, ma ben il 21,6% degli utili. Numeri che evidenziano la rilevanza economica raggiunta da un modello formativo in continua espansione.
Dietro il successo degli atenei digitali ci sono centinaia di imprese
Accanto alle università opera una rete territoriale diffusa, costituita da centri di orientamento, società di servizi e strutture specializzate nell’assistenza agli studenti.
Sono i cosiddetti Poli universitari, che svolgono attività di informazione, supporto alle immatricolazioni, tutoraggio, assistenza amministrativa e orientamento.
Si tratta di imprese che investono direttamente in personale, sedi, tecnologie e comunicazione, contribuendo alla presenza delle università telematiche nelle diverse aree del Paese.
La sola rete Pegaso, ricorda ATuPU, ha dichiarato negli anni una presenza superiore a 500 E-Learning Center Point sul territorio nazionale.
Attorno a questo sistema ruotano migliaia di lavoratori, tra tutor, orientatori, amministrativi, consulenti e collaboratori. Manca tuttavia una rilevazione pubblica nazionale in grado di quantificare con precisione le imprese coinvolte e i livelli occupazionali.
Per questo, tra le prime iniziative annunciate dalla nuova associazione figura la realizzazione di un censimento nazionale dei Poli universitari e del loro indotto.
La denuncia dei Poli: «Servono contratti più equi e trasparenti»
La crescita delle università telematiche, secondo ATuPU, non sarebbe stata accompagnata da un adeguato rafforzamento delle garanzie per le imprese che operano nella rete territoriale.
Al centro delle preoccupazioni dell’associazione ci sono soprattutto i rapporti contrattuali con gli atenei e con i gruppi proprietari.
ATuPU segnala il rischio che operatori di dimensioni ridotte si trovino a negoziare individualmente con soggetti dotati di una forza economica e contrattuale molto superiore.
Tra le questioni sollevate figurano le modifiche unilaterali dei contratti, i sistemi provvigionali, l’attribuzione degli studenti, i vincoli di esclusività, la gestione dei contatti commerciali e la tutela degli investimenti sostenuti nel corso degli anni.
L’associazione chiede quindi regole uniformi a livello nazionale e maggiori garanzie per la continuità delle attività imprenditoriali.
La sfida è evitare che la crescita economica del settore si traduca, secondo i promotori, in uno spostamento dei rischi sulle imprese territoriali più piccole.
Matteo Fortunati: «Un settore economico vero e proprio, servono tutele»
A spiegare le ragioni della nascita dell’associazione è Matteo Fortunati, segretario di ATuPU, che richiama l’attenzione sul contributo degli operatori territoriali allo sviluppo delle università digitali.
«Il successo delle Università Telematiche è anche il successo delle centinaia di imprenditori e delle migliaia di persone che, per anni, hanno costruito sul territorio relazioni, strutture, competenze e fiducia», sottolinea Fortunati.
Una realtà che, secondo il segretario, non può più essere considerata semplicemente un insieme di singoli partner commerciali.
«È un settore economico vero e proprio e come tale ha bisogno di rappresentanza, regole uniformi a livello nazionale e tutele».
Fortunati chiarisce anche che la nuova organizzazione non intende aprire uno scontro con gli atenei.
«Non vogliamo contrapporre i Poli agli Atenei. Al contrario, vogliamo rendere questo rapporto più solido e sostenibile».
Il punto centrale, aggiunge, è garantire maggiore certezza a chi ha investito risorse e lavoro nello sviluppo del settore.
«Chi investe per anni nello sviluppo di un brand altrui deve poter programmare con serenità il proprio futuro e quello dei propri lavoratori».
Le richieste al Ministero dell’Università e all’Antitrust
La nuova associazione punta ad avviare un confronto stabile con le istituzioni, a partire dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
Tra gli obiettivi figurano la promozione di contratti nazionali più equilibrati, la definizione di criteri trasparenti per provvigioni e attribuzione degli studenti, la tutela dei dati commerciali e la corretta remunerazione dei servizi svolti dai Poli.
ATuPU intende inoltre offrire assistenza tecnica e legale agli associati e realizzare un osservatorio permanente sull’occupazione, sui contratti e sull’andamento economico della rete territoriale.