Decisione drastica
Francia nel caos dopo i saccheggi, coprifuoco a Parigi, Nizza e Lione: oltre 2.300 fermi, Macron nella bufera
La Francia impone il coprifuoco dopo un fine settimana di saccheggi, incendi e scontri con la polizia. Da lunedì sera, 19 ottobre, scattano restrizioni alla circolazione a Parigi, Lione, Nizza, Lille e in altri centri, mentre il governo cerca di contenere nuove violenze. Il bilancio è pesante: oltre 2.300 persone fermate, almeno tremila attività commerciali colpite e danni stimati in centinaia di milioni di euro.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha chiesto ai prefetti di adottare provvedimenti mirati nelle zone più esposte. Per ora niente stato di emergenza, ma coprifuoco e rafforzamento dei controlli. Una decisione arrivata dopo le manifestazioni del 17 ottobre contro il caro vita, alle quali hanno partecipato fino a 800mila persone secondo gli organizzatori. In diverse città, gruppi di violenti hanno assaltato negozi, incendiato edifici pubblici e affrontato le forze dell’ordine.
Coprifuoco a Parigi dalle 23, restrizioni anche a Lione e Nizza
Nella capitale francese il coprifuoco entra in vigore alle 23 di lunedì e termina alle 6 di martedì. Il divieto riguarda place de la République e alcune strade di accesso al quartiere delle Halles, tra le aree maggiormente colpite dai saccheggi. Le restrizioni valgono per tutti, non soltanto per i minorenni. Dalle 20 sono inoltre vietate le manifestazioni in alcune zone della città.
A Lione il coprifuoco scatta alle 21 e resta in vigore fino alle 6 nel centro cittadino. Sulla Presqu’île sono vietate anche le manifestazioni dalle 18 alle 21. Bar, ristoranti, cinema, teatri e trasporti pubblici continuano a funzionare.
A Nizza il provvedimento riguarda invece i minorenni, che non potranno circolare dalle 21 alle 6 in alcune zone centrali fino al 25 ottobre. Il sindaco Éric Ciotti ha definito la decisione una misura eccezionale per proteggere i cittadini.
Restrizioni anche nel Nord della Francia, tra Lille, Douai, Wattignies e Denain, con divieti notturni dalle 20 alle 6. A Lille il coprifuoco interessa soltanto i minorenni.
Tremila negozi saccheggiati, danni per centinaia di milioni
Le conseguenze economiche delle violenze rischiano di essere pesantissime. Il ministro del Commercio Serge Papin ha riferito di almeno tremila negozi danneggiati o saccheggiati nel fine settimana. Per Alain Di Crescenzo, presidente delle Camere di commercio francesi, i danni ammontano a centinaia di milioni di euro.
Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha comunicato un bilancio di 2.331 fermi in tutto il Paese alle 8 di lunedì mattina. Soltanto a Parigi, nella giornata di sabato, erano state fermate 855 persone.
Tra gli episodi più gravi figura l’incendio del municipio di Limoges. A Lione è stato incendiato l’ufficio del turismo, mentre a Marsiglia e in altre città sono stati presi di mira edifici pubblici e attività commerciali.
Si registrano anche gravi ferimenti durante gli scontri. A Saint-Étienne un diciassettenne ha perso una mano dopo essere stato colpito da una granata della polizia. A Mulhouse una ragazza della stessa età ha perso un occhio. Sui due episodi sono state aperte indagini.
Il ministro dell’Interno si dimette, Macron lo trattiene
Le violenze hanno aperto una crisi anche ai vertici della sicurezza francese. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha ammesso carenze nella preparazione dei dispositivi di ordine pubblico e una perdita di controllo in alcune città. La partecipazione alle manifestazioni, ha spiegato, è stata due volte e mezza superiore alle previsioni.
Domenica Nuñez ha presentato le dimissioni al presidente Emmanuel Macron, che le ha respinte. Il capo dello Stato ha chiesto una revisione delle strategie di intervento, mantenendo intanto il viaggio programmato nel Golfo per discutere le forniture energetiche.
Durissimo l’attacco del presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, che ha denunciato quella che considera una delle più gravi disfatte sul piano della sicurezza. Lecornu ha invece accusato ambienti dell’ultrasinistra di voler alimentare il disordine fino alle elezioni presidenziali.
Aiuti ai commercianti, ma i gilet gialli annunciano nuove proteste
Il governo ha annunciato un fondo straordinario per le attività colpite e il ricorso alla cassa integrazione con copertura al 100% per i dipendenti delle imprese danneggiate, a partire da martedì 20 ottobre. Lecornu ha chiesto inoltre alle compagnie assicurative di accelerare le perizie e i risarcimenti.
Le autorità stanno lavorando anche con piattaforme come Vinted, eBay e Leboncoin per individuare e rimuovere gli annunci di vendita di merce rubata durante i saccheggi.
L’emergenza, però, potrebbe non essere finita. I gilet gialli hanno annunciato una nuova mobilitazione per sabato 24 ottobre, seguita da altre iniziative il 31 ottobre e da uno sciopero interprofessionale il 5 novembre. Mercoledì i sindacati saranno ricevuti a Matignon.
Lecornu non esclude il ricorso allo stato di emergenza, ma per il momento ritiene più adeguati i coprifuoco localizzati. Una scelta che sarà messa alla prova già nelle prossime notti, mentre il governo cerca di evitare nuovi saccheggi e di recuperare il controllo delle città.