Sassolini nelle scarpe
“Trump mi ha mollato, ma ora fuggono tutti da lui”: la vendetta di Zampolli e il retroscena su Conte
“Io sono stato mollato da Trump, ma ormai per paura del voto scappano tutti lontano da lui”. A parlare è Paolo Zampolli, ex rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali, che in un’intervista a Repubblica racconta la fine del suo incarico nell’amministrazione di Donald Trump. E non risparmia critiche al presidente americano, dopo essere stato a sua volta allontanato dalla Casa Bianca.
Zampolli contro Trump: “Il governo sta cambiando, molti se ne vanno”
Un addio che arriva mentre Trump ha accompagnato alla porta anche l’ex portavoce Katie Zacharia, rimasta in carica appena cinque giorni. Ma Zampolli non sembra particolarmente dispiaciuto per la conclusione della sua esperienza. Anzi, rilancia con un’affermazione destinata a far discutere: “La gente non sta lasciando l’amministrazione Trump, sta scappando”.
Il rapporto con Meloni e Salvini: “Non sono mai stato il loro referente”
L’ex rappresentante speciale Usa vuole tornare agli affari del settore privato, dice, come quello discusso con il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, durante la colazione del marzo scorso: “Avevo un acquirente per il loro albergo, ma è finita lì”.
Ma comincia Zampolli su Trump: “Era un po’ di tempo che ci parlavamo. L’incarico di inviato speciale dura un anno. Ci sono discussioni in corso anche per gli altri, come Grenell, Boulos, gli stessi Kushner e Witkoff, tutti irregolari. Il presidente mi aveva prorogato per sei mesi, ma a questo punto il dipartimento di Stato mi stava stretto”, confida Zampolli, che aggiunge: “Sono posti burocratici, sei molto limitato in cosa puoi fare. Ho svolto questo compito per un anno e ottenuto grandi risultati per gli Stati Uniti, come l’acquisto di molti aerei Boeing. A questo punto il governo sta cambiando e tante persone- insiste l’ex inviato speciale- stanno lasciando l’amministrazione”.
La colazione con Giuseppe Conte e l’affare immobiliare sfumato
Sulle relazioni col governo italiano, la premier Giorgia Meloni, il leader della Lega Matteo Salvini, Zampolli sfuma e parla di “rapporto cordialissimo. Ci salutiamo, punto e basta. Io non sono il loro referente per l’America. Non lo sono mai stato e non volevo esserlo”.
E torna così, su Conte, Zampolli: “Con Conte avevo discusso di affari? Una colazione. Abbiamo parlato cinque minuti di quel palazzo ed è finita li”. Si riferisce all’Hotel Plaza, che la famiglia Paladino voleva vendere? “No, io avevo un acquirente. Poi è finita lì”, conclude l’ex inviato speciale di Trump.