I dati Agcom
Terremoto per i canali televisivi, Google e Meta superano il valore economico di Rai e Fininvest
Secondo l'Agcom, Alphabet/Google, che con il 12,4% delle risorse complessive ha preceduto Rai mentre Meta è salita dal quinto al terzo posto, superando Comcast/Sky e Fininvest
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 22 Ottobre 2026 alle 14:27
Il valore economico totale del Sistema Integrato delle Comunicazioni (Sic) per l’anno 2024 è stimato in 21,8 miliardi di euro, pari allo 0,99% del Pil, in aumento del 6,9% sull’anno precedente, un incremento superiore a quello dell’economia nazionale nel suo complesso. L’ha accertato l’Agcom, sottolineando che per la prima volta la quota più alta spetta a una piattaforma online: si è trattato di Alphabet/Google, che con il 12,4% delle risorse complessive ha preceduto Rai, che è scesa al secondo posto, con il 12%. Invece Meta/Facebook, con il 9,7%, è salita dal quinto al terzo posto, superando Comcast/Sky e Fininvest, che si sono attestate rispettivamente al 9,4% e al 9,2%.
Google e Meta superano Sky e Rai: scossone per i canali televisivi
La crescita, come ha spiegato l’Agcom in una nota, è trainata principalmente dalla pubblicità online che, con quasi 8 miliardi di euro (36,6% del Sic) e un incremento del 12,6%, si è confermata come la prima fonte di ricavo del sistema e ha ampliato altrettanto il divario rispetto alla raccolta pubblicitaria sui mezzi tradizionali, anch’essa in aumento (5,2 miliardi di euro, +3,4%). Sono cresciuti anche i ricavi dalle offerte televisive a pagamento satellitari e online, dall’editoria elettronica, dal box office e dal complesso delle entrate da fondi pubblici, mentre diminuiscono quelli derivanti dalla pubblicità e dalla vendita di copie e collaterali dell’editoria quotidiana e periodica, dalle agenzie di stampa a carattere nazionale e dall’home video.
Per quanto riguarda la distribuzione delle risorse tra i diversi operatori (coloro che hanno conseguito ricavi almeno pari all’1% del totale), è venuto fuori che, parimenti all’anno precedente, nessuno degli operatori nel 2024 realizza ricavi superiori alla soglia del 20%; i primi due si attestano su valori superiori al 10% mentre gli operatori che superano la soglia dell’8%, pur rimanendo al di sotto del 10%, sono tre. I soggetti con quote almeno pari all’1% restano dodici, gli stessi dell’ultimo biennio, anche se con alcuni avvicendamenti nelle posizioni e rappresentano congiuntamente, con 15,4 miliardi di euro, il 71% delle risorse complessive.
La prima volta per una piattaforma online
In questo contesto, secondo quanto segnalato dall’Autorità, per la prima volta una piattaforma online detiene la quota più elevata del Sic: Alphabet/Google, con il 12,4% delle risorse complessive, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 2023, precede Rai, che scende al secondo posto, con una quota del 12% (-0,3 punti percentuali). Meta/Facebook, con il 9,7% del totale e una crescita di 1,1 punti percentuali (l’incremento più ampio tra i principali operatori), sale dalla quinta alla terza posizione, superando i gruppi Comcast/Sky e Fininvest, con quote rispettivamente del 9,4% (+0,1 punti percentuali) e del 9,2% (-0,2 punti percentuali). Ha continuato a crescere il peso delle altre piattaforme online: Amazon, Netflix e Dazn si collocano al sesto, settimo e nono posto, con un’incidenza dei propri ricavi rispettivamente del 4,9%, 3,5% e 2,5%.
Il ruolo prevalente dei servizi media audiovisivi
Sotto il profilo della composizione del Sic, considerando le aree di attività economica, si è confermato il posizionamento prevalente dei servizi di media audiovisivi, radiofonici e di piattaforma di condivisione di video a pagamento che, con quasi 9,5 miliardi di euro (+6,8%), assorbono il 44% delle risorse economiche complessive: si è trattato di una quota sostanzialmente invariata rispetto al 2023. All’interno dell’area, sono aumentati sia i servizi di media audiovisivi in chiaro (poco meno di 5 miliardi di euro, +4,4%), grazie all’incremento della raccolta pubblicitaria e delle risorse pubbliche, sia i servizi a pagamento (3,9 miliardi di euro, +11,3%), trainati dalla componente online (+15,3%) e dal ritorno alla crescita delle offerte satellitari (+5,8%) dopo anni di contrazione. La radio, con il 7% dei ricavi dell’area, ha registrato invece una lieve flessione (-0,4%), riconducibile principalmente alla riduzione delle risorse pubbliche.
La composizione del Sic
L’analisi è proseguita con una rilevanza sempre maggiore nella composizione del Sic (38%), l’area economica dell’editoria elettronica e della pubblicità online, che ha raggiunto un valore di 8,2 miliardi di euro (+12,3%), trainato dalla pubblicità online che rappresenta il 97% del comparto. L’editoria tradizionale (quotidiani, periodici e agenzie di stampa), con 2,8 miliardi di euro, conferma la terza posizione, ma la sua incidenza sul Sic scende al 13% (-1,5 punti percentuali): la contrazione delle entrate del 3,9% ha riflettuto la crisi strutturale del settore, che ha interessato tanto la vendita di copie quanto la raccolta pubblicitaria. Hanno completato il quadro la pubblicità esterna, che ha raggiunto il valore di 739 milioni di euro (+3,4%) con un’incidenza del 3,4% sul Sic e il cinema, che è sceso a 512 milioni di euro (-2,0%).