I cortei violenti
Studenti rossi e maranza, nuove devastazioni a Milano. FdI: “Vanno incriminati per associazione a delinquere”
Una domenica bestiale. In duemila, quasi tutti vestiti di nero, scatenati contro vetrine, negozi, auto, nel centro di Milano, tra via Torino e piazza Duomo, epicentro già ieri degli scontri nati dalla manifestazione “Italia in piazza”. Una domenica di follia, quella di oggi, per i cittadini che hanno assistito a scontri e devastazioni: divelti arredi esterni dei locali, cestini e biciclette. Negozi di abbigliamento, supermercati, bar presi di mira. Diverse centinaia di maranza, black bloc, mischiati a giovanissimi studenti, o presunti tali, con anarchici e teppisti mascherati, si sono dati prima appuntamento in piazza Duomo e poi in via Torino. A farne le spese qualche vetrina, i cestini della spazzatura e i tavoli dei bar all’aperto. I negozi hanno iniziato ad abbassare le saracinesche. Centinaia di giovani che, dopo essersi dati appuntamento infrangendo vetrine e pensiline del bus e lanciando per aria tutto quello che hanno trovato, dai secchioni ai tavolini all’aperto dei bar, hanno messo a ferro e a fuoco Milano. Un vero e proprio assalto si è consumato ai danni del supermercato Carrefour, che, dopo l’irruzione, è stato anche saccheggiato. Petardi e pietre contro polizia e carabinieri, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti.
La reazione delle forze dell’ordine è stata ferma. Almeno 16o i fermi (a fronte di 140 gli agenti feriti), di cui l’80% minorenni, ma il numero sembra destinato a crescere. Piccoli gruppetti incappucciati hanno iniziato a radunarsi in San Babila prima di lanciare oggetti contro le forze dell’ordine e spostarsi in via Torino. Si sono, poi, infilati in vie traverse per sfuggire a polizia e carabinieri, saltando sulle auto incolonnate e danneggiando i veicoli parcheggiati. Una situazione che ha convinto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a convocare per una riunione sull’ordine pubblico.
Petardi e pietre contro forze dell’ordine in Duomo, lacrimogeni e idranti
Hanno lanciato di tutto sotto Palazzo Reale in piazza Duomo i gruppi di ragazzi che stanno mettendo a ferro e fuoco il centro di Milano: petardi e pietre contro polizia e carabinieri, che rispondono con lacrimogeni e idranti. I gruppi sono diversi e velocissimi, si spostano rapidamente da una parte all’altra della piazza e tra le vie limitrofe. Le forze dell’ordine non hanno fatto in tempo a rispondere dal lato di Palazzo Reale, che la protesta si è spostata invadendo anche il sagrato del Duomo. Guerriglia senza fine a Milano.
Gli studenti violenti e le accuse di FdI alla sinistra
“Con qualche eccezione, da sinistra – accanto a frettolose e blande condanne – arrivano troppe strizzatine d’occhio ai violenti. Dicono che bisogna ascoltare, che il Governo censura, che la rabbia è comprensibile, o – come ha detto Elly Schlein – che ‘gli italiani che sono in piazza sono più poveri e incazzati di ieri e non vanno criminalizzati’. Noi non criminalizzeremo mai coloro che manifestano pacificamente, qualunque sia la loro colorazione politica, ma bisogna essere chiari: in democrazia chi è ‘incazzato’ manifesta pacificamente, e cerca di cambiare con il voto, non devastando, non ferendo decine di agenti mettendo in pericolo la loro stessa vita, non evocando la morte violenta degli avversari politici. ‘Chi manifesta in modo violento va individuato e punito, perché ha sempre torto’, questo si dovrebbe dire, senza ambiguità, senza i tanti ‘ma’ che incoraggiano i teppisti, analfabeti della democrazia”, dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.
Ma FdI rilancia anche il Pdl sul reato di associazione a delinquere per le devastazioni di strada. “Il tempo delle condanne a metà è finito. I criminali che devastano le nostre città e attaccano le Forze dell’Ordine si isolano con scelte nette e provvedimenti rigorosi. Lanciamo un appello ai partiti di sinistra: sottoscrivano subito la proposta di legge di Fratelli d’Italia che estende il reato di associazione a delinquere agli sfascisti che si organizzano, anche in modo occasionale o via web, per trasformare i cortei in guerriglia urbana. Un’adesione trasversale delle opposizioni alla nostra pdl sarebbe un segnale fortissimo e inequivocabile contro i professionisti del caos: da parte delle Istituzioni deve esserci tolleranza zero verso chi delinque e attacca lo Stato”, dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Filini, responsabile nazionale del programma di FdI.