L'assemblea nazionale
Pd “bulgaro”. Schlein si auto-proroga il mandato e si auto-candida per Palazzo Chigi “con o senza primarie”
Un Pd in versione “Bulgaria” anni Novanta, per non dire Politburo anni Ottanta, consacra la segretaria Elly Schlein senza colpo ferire, anzi, con una sorta di auto-mandato della diretta interessata. La principale novità del “nuovo” Statuto del Pd approvato oggi è la proroga, di fatto, della segretaria Elly Schlein. L’Assemblea ha infatti approvato all’unanimità dei presenti (solo 1 no e 1 astenuto da remoto) una modifica dell’articolo 8 che prevede che “quando la scadenza del mandato intervenga nell’anno delle elezioni politiche, previa deliberazione dell’Assemblea nazionale, il presidente indice l’elezione a seguito delle consultazioni elettorali”. Prorogati anche tutti gli attuali organismi di vertice del partito.
A supporto delle nuove regole, l’Assemblea ha votato anche due Odg, proposti dal responsabile Organizzazione Igor Taruffi. Con il primo, l’Assemblea ha dato già il mandato al presidente Stefano Bonaccini di convocare la stessa Assemblea “successivamente alle elezioni politiche” per l’elezione del segretario. L’Odg ha avuto 601 sì e 3 astenuti. Sul secondo Odg il Pd si è diviso. Il testo prevede che in caso di primarie di centrosinistra per la premiership, l’Assemblea “designa la segretaria nazionale del partito quale propria candidata”.
Nel corso del dibattito era stato Giorgio Gori a confermare la proposta di tenere le primarie “a doppio turno, come previsto dallo Statuto”. E’ stato quindi Lorenzo Guerini a prendere la parola per spiegare le ragioni dell’astensione su questo Odg, che poi è passato con 578 sì, 3 no e 26 astenuti.
Pd, l’autocandidatura della Schlein per Palazzo Chigi
Schlein si dice “pronta, determinata, onorata e orgogliosa” di guidare il Partito democratico alle prossime elezioni e ribadisce la disponibilità a candidarsi alla presidenza del Consiglio “con o senza primarie”. Per la segretaria Dem, l’assemblea nazionale segna l’inizio dell'”ultimo miglio” verso il voto, una sfida che va oltre i confini italiani perché, a suo giudizio, alle prossime Politiche sarà in gioco anche il futuro dell’Unione europea. Nel suo intervento Schlein rivendica il pluralismo interno come uno dei punti di forza del Pd. “Il pluralismo è una ricchezza da coltivare”, afferma, aggiungendo di non fidarsi dei partiti “in cui non vola una mosca” perché sono “i partiti del capo o della capa”. Un modello che, sottolinea, non appartiene ai democratici: “Noi siamo un partito vero”.
L’attacco all’attuale esecutivo
Secondo la leader Dem, la maggioranza attraversa una fase di difficoltà perché “gli italiani stanno presentando il conto dopo anni pessimi in politica economica e sociale”. Da qui la convinzione che l’alternativa debba essere costruita insieme alle altre forze del centrosinistra e fuori dalle sedi di partito. Schlein insiste sulla necessità di coinvolgere cittadini, sindacati, categorie produttive, terzo settore, associazioni e amministratori locali nella definizione del programma. Per il Pd è “irrinunciabile” che il percorso verso l’alternativa non si sviluppi “chiusi nelle stanze dei partiti”, ma attraverso un confronto aperto con il Paese reale.
Schlein ad Avs: “Manifestazione unitaria? Noi ci siamo”
“Ho letto che Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si sono rivolti a tutti noi alleati per dire che la manifestazione di ieri bella e pacifica della Cgil, della via Maestra, a cui abbiamo partecipato in tantissimi, ci dà anche la responsabilità, la misura della responsabilità di costruire un’alternativa che risponda a quelle aspettative, a quei sogni, a quei bisogni” sottolinea Schlein. “E dicono pure che ci chiedono di valutare di fare insieme, di organizzare insieme una manifestazione proprio sul carovita e sui salari. E sulla giustizia sociale, e noi ci siamo. Ecco, siamo assolutamente disponibili perché hanno ragione quando dicono che il programma comune che adesso dobbiamo affinare e chiudere, che vive delle tante proposte unitarie, vive ancora di più se lo facciamo vivere intrecciandolo alla forte richiesta che c’è in una parte del paese di migliorare le condizioni di vita delle persone”.
L’assemblea dei sindaci
La segretaria annuncia poi che il 27 e 28 novembre si terrà per la seconda volta la più grande assemblea del Partito democratico dedicata a sindaci, amministratori e amministratrici. Un appuntamento che considera centrale per valorizzare una classe dirigente diffusa su tutto il territorio nazionale. Rivendicando il radicamento locale del Pd, Schlein sottolinea che il partito esprime la maggioranza dei sindaci italiani “perché siamo bravi a governare”. Proprio da questa esperienza amministrativa, afferma, dovrà arrivare un contributo decisivo alla costruzione del programma dell’alleanza progressista e alla candidatura di governo.
“La novità siamo noi, vinceremo anche con questa legge”
Nel finale arriva l’affondo contro la maggioranza. Schlein definisce il centrosinistra “un’alleanza progressista competitiva e unita” e sostiene che il centrodestra abbia cambiato la legge elettorale “perché ha paura di perdere”. Il messaggio conclusivo è netto: “La novità siamo noi” e “vinceremo anche con questa legge elettorale”. Poi l’invito al governo a prendere atto del “fallimento” e a tornare al voto: “Prima si va a votare, meglio è per l’Italia“.