Il giorno dopo
FdI stana la sinistra dopo il sabato di violenze: «Basta impunità per i teppisti». Polemiche sul titolo choc del Manifesto
«Solidarietà e davvero grazie alle nostre Forze dell’Ordine perché difendono tutti noi, difendono la nostra sicurezza, nonostante una sinistra pronta a scagliarsi contro il loro operato appena possibile». È il messaggio affidato ai social dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, dopo le violenze che hanno accompagnato le manifestazioni.
Bignami punta il dito contro chi ha trasformato le piazze in teatro di scontri e devastazioni e richiama la magistratura alle proprie responsabilità. «Il governo fa le leggi, la Polizia le applica. Ora sta ai magistrati farle rispettare», scandisce il capogruppo di FdI, ricordando che la Costituzione garantisce il diritto di riunirsi, ma a condizione che ciò avvenga pacificamente e senza armi.
«Molti di questi sono stati portati in Questura, altri sono stati denunciati, altri ancora identificati», sottolinea Bignami, che si dice certo dell’intervento dei giudici: «Se non intervenisse significherebbe garantire impunità a questi maranza che, insieme ai centri sociali coccolati dalla sinistra, stanno devastando le nostre città».
Il presidente dei deputati di FdI non risparmia una stoccata alla sinistra e, in particolare, a Ilaria Salis: «Finché avrete nella vostra coalizione personaggi come Ilaria Salis, che qualche giorno fa auspicava una mobilitazione come quella in Francia, beh, non dovete poi stupirvi se la gente non vi vota più».
Malan: «Tra i delinquenti e le forze dell’ordine noi scegliamo sempre le forze dell’ordine»
Sulla stessa linea il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, che sui social rivendica la posizione del partito: «Tra i delinquenti e le Forze dell’Ordine noi scegliamo sempre le Forze dell’Ordine».
Malan contesta anche l’atteggiamento di chi, a sinistra, invoca l’ascolto delle ragioni dei manifestanti senza dedicare la stessa attenzione alle vittime delle violenze. «Da sinistra dicono: “Bisogna ascoltare i manifestanti”. Intanto bisognerebbe ascoltare gli studenti che vogliono studiare e non devastare e soprattutto bisognerebbe ascoltare i carabinieri e i poliziotti».
Poi il richiamo alle famiglie degli agenti, che ogni giorno attendono il ritorno a casa dei propri cari. «E anche le loro famiglie che alla fine di ogni giorno vorrebbero ascoltare la voce dei loro cari che rassicurano dicendo: “Per oggi non mi hanno ferito”. Purtroppo, non sempre succede».
Il Manifesto titola «La bella stagione». Loperfido: «Una scelta che confidiamo non sia la linea della sinistra»
A far discutere è anche la prima pagina del quotidiano il manifesto, che dopo gli scontri sceglie il titolo «La bella stagione». Una scelta contestata dal deputato di FdI Emanuele Loperfido: «E mentre Giorgia Meloni chiede alle forze politiche responsabili di condannare questi gesti, che nulla hanno a che fare con la libertà di manifestare il dissenso, il quotidiano di sinistra il manifesto titola “La bella stagione”».
«Una scelta che confidiamo non sia la linea della sinistra», aggiunge Loperfido, esprimendo solidarietà agli agenti feriti, ai commercianti e ai cittadini coinvolti.
Pellegrino: «La sinistra soffia sul fuoco delle proteste»
Per la senatrice Cinzia Pellegrino, quanto accaduto a Bologna, Torino e Milano rappresenta «un grave attacco allo Stato e alla libertà dei cittadini». La parlamentare denuncia l’indulgenza di una parte della sinistra verso i gruppi antagonisti: «La sinistra deve finalmente diventare adulta e prendersi la responsabilità di saper costruire un’alternativa di Governo senza soffiare sul fuoco delle proteste».
Raimondo: «Pene esemplari per i maranza che hanno devastato Milano»
Il deputato milanese di FdI Fabio Raimondo chiede «pene esemplari per i maranza che hanno devastato il centro di Milano, spalleggiati da collettivi e giovani immigrati di seconda e terza generazione». E sollecita l’intervento dei giudici: «Le leggi le abbiamo fatte. Le Forze dell’Ordine stanno identificando i responsabili uno a uno. Ora anche la magistratura faccia fino in fondo il proprio dovere».
Berrino chiama in causa Schlein, Conte e Landini: «Dove siete?»
Anche il senatore Gianni Berrino chiede una condanna netta delle aggressioni: «Manifestare è un diritto sacrosanto, ma aggredire le Forze dell’Ordine, devastare le città e distruggere ciò che appartiene a cittadini innocenti non è protesta: è violenza, è disprezzo per la democrazia».
Poi la domanda rivolta ai leader dell’opposizione e della Cgil: «Landini, Schlein e Conte, dove siete?». Per Berrino «non bastano condanne di circostanza, servono parole chiare e prese di posizione senza ambiguità».