L'audizione
Stragi, terremoto in Antimafia dopo l’audizione di De Luca. FdI: «Smontata la doppia morale del M5S, Scarpinato si dimetta»
Un’audizione destinata a lasciare il segno, che scuote la Commissione Antimafia e riaccende i riflettori sulle troppe ombre che ancora avvolgono le stragi di Capaci e via D’Amelio. Le parole del procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, provocano un terremoto politico. Fratelli d’Italia va all’attacco dei «professionisti dell’antimafia» e chiede le dimissioni immediate di Roberto Scarpinato.
Le parole di De Luca scuotono l’Antimafia
“L’audizione di oggi in Commissione Antimafia del Procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, e dei magistrati del suo pool rappresenta un tassello importante nel lavoro che la Commissione Antimafia guidata da Chiara Colosimo sta portando avanti per giungere alla verità; o quanto meno per diradare le troppe ombre e nebbie, sull’assassinio dei giudici Falcone e Borsellino. Fratelli d’Italia lo aveva posto tra gli impegni di questa legislatura. E l’audizione di oggi può essere definita uno snodo significativo verso la verità sulle cause delle stragi di Capaci e di via D’Amelio”. A dichiararlo sono i componenti della commissione Antimafia di Fratelli d’Italia.
FdI: “Da De Luca severa lezione ai professionisti dell’Antimafia”
Le parole del Procuratore De Luca “sono un grave atto d’accusa e una severa lezione verso i cosiddetti ‘professionisti dell’Antimafia’; e verso tutti coloro che per decenni hanno utilizzato l’antimafia come strumento di lotta politica e di delegittimazione morale dell’avversario. Le parole del Procuratore smontano pezzo per pezzo la doppia morale del Movimento 5 Stelle e inchiodano Roberto Scarpinato alle sue responsabilità”.
I parlamentari di FdI in Commissione antimafia evidenziano un elemento fondamentale: “De Luca ha certificato che sul dossier ‘Mafia e appalti’ — concausa delle stragi del 1992 la cui archiviazione, come ha ricordato la presidente Colosimo carte alla mano, fu taciuta da tutti i magistrati palermitani persino al Csm dieci giorni dopo via D’Amelio — negli anni ’90 ‘non fu fatto ciò che si doveva fare’. Allo stesso tempo, il Procuratore ha chiarito che a valere ‘meno 273,15 gradi Celsius, lo zero assoluto’ è proprio la specifica indagine su Delle Chiaie avviata da Scarpinato da Procuratore generale di Palermo su dichiarazioni inconsistenti di Maria Romeo e Lo Cicero; e condotta ‘in aperta violazione dell’articolo 11 del codice di procedura penale’; scavalcando il muro invalicabile della competenza funzionale di Caltanissetta”.
De Luca ha confermato che Scarpinato e l’indagato Natoli “hanno concordato tutto”
Inchiesta che, “come ha affermato lo stesso Procuratore, ha finito per condizionare il lavoro sulle altre inchieste, a partire da ‘Mafia e appalti’. Che oggi, al di là dell’archiviazione, viene considerata una delle concause della morte di Borsellino, su cui continuare a indagare. Non solo: De Luca ha confermato che Scarpinato e l’indagato Natoli ‘hanno concordato tutto’: dai testi da chiamare in Commissione al piano per ‘seppellire di carte la presidente Chiara Colosimo’; realizzando un ‘inquinamento probatorio ad ampio raggio’ sulle indagini per la strage di via D’Amelio; per poi scagliarsi con un attacco ‘intollerabile’ e ‘irricevibile’ contro il Gip Santi Bologna, nel silenzio della giunta nazionale dell’Anm, creando un precedente che ‘neanche nelle dittature’ si vede contro un giudice terzo”.
FdI: “Chiediamo a Scarpinato di dimettersi”
E lo spettacolo offerto oggi in Commissione dai parlamentari del M5S, – sottolineano i parlamentari della commissione Antimafia di FdI- presentatisi solo per tentare di trasformare l’audizione in un interrogatorio contro i pubblici ministeri nisseni e per fare, come ha giustamente stigmatizzato la presidente Colosimo, ‘la difesa d’ufficio di un convitato di pietra’, dimostra tutta la miseria politica di un’antimafia di facciata: usata a corrente alternata per colpire gli avversari politici e per coprire le proprie enormi responsabilità. Alla presidente Chiara Colosimo e ai magistrati di Caltanissetta va il nostro plauso e il nostro sostegno incondizionato. Chi ha usato l’Antimafia per inquinare le prove e aggredire i giudici che cercano la verità su Paolo Borsellino non può continuare a farsi scudo della poltrona di commissario per sottrarsi alle domande. Per questo, e a maggior ragione oggi dopo l’audizione del Procuratore De Luca, chiediamo a Scarpinato di dimettersi subito”.