Tra autocritica e dissing
Fedez affonda Marracash (senza nominarlo) e i rapper “di lotta e di lusso”: solidali coi violenti, poi vanno alle sfilate di Louis Vuitton
Duro affondo di Federico Lucia contro la sinistra e gli artisti che strizzano l'occhio a maranza e antagonisti: «Vedo artisti e personaggi pubblici che celebrano la protesta, ci si uniscono come se ne facessero parte, senza rendersi conto che esposti in quelle vetrine ci sono anche loro»
Dopo la furia devastatrice che ha messo a ferro e fuoco Milano, Torino e Bologna – tra vetrine spaccate, saccheggi e violenze firmate dall’alleanza tra maranza, antagonisti e frange pro-Pal – la solita sinistra chic e suoi aedi di riferimento hanno subito provato a trovare “giustificazioni” o a mettere il cappello ideologico su caos e guerriglia infernale. Ma questa volta a smontare la narrazione ipocrita del “riscatto sociale in passamontagna” e della solidarietà pelosa dispensata dall’attico con vista, non sono stati soltanto i cronisti o gli esponenti di governo.
Fedez contro i rapper che sostengono le proteste: la frecciata a Marracash senza mai nominarlo
No, questa volta, a dare la spallata finale al teatrino della solidarietà coatta dall’alto del pulpito da cui guardano a chi sta dove magari stavano i soloni di rap e trap è stato uno di loro, Fedez, che tra autocritica e dissing, alza il sipario su contraddizioni e sentenze postume… Proprio così: con un intervento duro diffuso sui canali di Pulp Podcast, Federico Lucia, che tra travaglio e tormenti sembra aver ritrovato equilibrio e lucidità interiori, fa a pezzi i colleghi rapper – in primis Marracash, colpito e affondato in pieno, pur senza citarlo per nome – accusandoli di cavalcare il disagio e la violenza dei giovanissimi per mero tornaconto d’immagine. E mentre continuano a fare la bella vita nei salotti del potere e ospiti vip delle maison del lusso.
«Non credete ai proclami», alias alla solidarietà di facciata…
«Non credete ai proclami, non credete agli artisti ricchi che vi sostengono, non c’è nessun noi. È una gara a chi arraffa di più», esordisce Fedez lanciando un attacco frontale al mondo della musica e alla finta retorica “di classe”. «Conosco bene la parabola tipica del rap, che ti porta dal niente a esibire status symbol, perché l’ho vissuta tutta», spiega. «Conosco la frustrazione di una casa brutta in periferia. Di un lavoro o di una scuola del c*zzo. O di non poterti comprare niente di bello. Conosco pure l’adrenalina di quando invece i soldi arrivano, la soddisfazione di poter far vedere agli altri dove sei arrivato. Quanto ti sei allontanato dalla palude»…
Fedez suona la sveglia a maranza e antagonisti e tira le orecchie a Marracash
«Ma oggi – aggiunge anche il rapper riflettendo sulla rabbia sociale fatta deflagrare in tutto il suo potenziale violento contro i simboli del benessere – vedo i ragazzi che quella frustrazione la fanno esplodere contro le vetrine del centro. È ovvio: sono il simbolo delle cose che loro non possono avere». L’analisi avrebbe potuto fermarsi lì? No: specie dopo le esternazioni di illustri colleghi rilasciate a mezzo stampa nelle ultime ore… Così il bersaglio grosso nel mirino di Fedez diventano gli artisti che celebrano la guerriglia urbana. Le razzie. Lo sfregio ai luoghi simbolo e ai negozi: al cuore pulsante della vita cittadina attaccato fin nei suoi gangli connettivali.
L’attacco di Fedez a Marracash e quel ricordo di una foto che…
E qui l’attacco si fa più circostanziato e diretto verso un artista che il rapper non nomina, ma del quale ricorda una fotografia con il sindaco Giuseppe Sala alla prima della Scala. Si tratta con ogni probabilità di Marracash, che nel 2019 era alla Prima con Elodie e oggi si è schierato con i manifestanti. Fedez contesta quella che considera un’incoerenza tra la partecipazione agli eventi del cosiddetto establishment e la giustificazione delle devastazioni. «Sento dire che è giusto sfondare le vetrine da qualcuno che, alla prima della Scala, si è fatto fotografare con Beppe Sala, e mi vengono dei dubbi: perché non hai cagato in mezzo al palco mentre eri lì? Perché hai accettato di addomesticarti in quel momento? Perché era opportuno farlo, lo capisco. E ora perché sostieni il saccheggio? Perché oggi è opportuno fare questo. Questo lo capisco di meno».
Fedez contro i rapper che sostengono le proteste: «Nelle vetrine distrutte ci sono anche loro»
La stoccata a Marracash è chirurgica e diretta. E alla sferzata in punta di fioretto (con contraccolpo d’ascia) aggiunge anche: «Tutti tentano di usare le proteste: chi demonizzandole. E chi facendosi il proprio gagliardetto di partecipazione. Io vorrei che i ragazzi che manifestano sapessero questo: sia chi vi ostracizza, sia chi vi utilizza come simbolo, vi sta usando come pedine di un gioco in cui a perdere siete sempre voi». Insomma, il cantante prende chiaramente le distanze da una solidarietà che giudica opportunistica. «I manifestanti non sono Pokémon da scagliare per il proprio tornaconto per cercare di intercettare nuova audience. Ecco perché io non ci riesco ad applaudire a favore di camera, perché mi ci sentirei un cogl*one».