Medio Oriente in fiamme
Strage nella notte a Riad: missili Houthi filo-iraniani sull’aeroporto, allerta massima degli Usa in Arabia
Una strage nella notte. E’ di almeno 12 morti e 309 feriti il bilancio dell’attacco missilistico che nella notte ha colpito l’aeroporto internazionale Re Khalid di Riad, in Arabia Saudita. Il bilancio, ancora provvisorio, è stato diffuso dall’Autorita’ generale per l’aviazione civile saudita. Tra i feriti vi sarebbero persone in condizioni critiche. I 12 morti comprendono quattro cittadini sauditi, due bengalesi e uno statunitense, un egiziano, un giordano, un siriano, un sudanese e un palestinese. In seguito all’attacco, le operazioni aeroportuali sono state temporaneamente sospese per consentire alle autorità di valutare i danni e verificare le condizioni di sicurezza dello scalo.
La coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita a sostegno del governo yemenita internazionalmente riconosciuto ha accusato i combattenti Houthi filo-iraniani. In un comunicato, il portavoce Turki al-Malki ha definito “crimine di guerra” l’attacco “contro uno dei terminal passeggeri dell’aeroporto internazionale King Khalid di Riad, che ha causato morti e feriti tra i viaggiatori e il personale aeroportuale”. Il comando della coalizione “risponderà con fermezza a questo attacco terroristico”, ha aggiunto.
La coalizione internazionale a guida saudita che combatte contro gli Houthi in Yemen ha dichiarato di aver intercettato un missile a sud-est della capitale Riad, dove si trova la base aerea Prince Sultan. “Intercettazione e distruzione di un missile balistico ad Al-Kharj, lanciato dalla milizia terroristica Houthi”, si legge nella nota, giunta a distanza di poche ore dall’attacco letale contro l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad.