Non si ricandiderà
Casini lascia dopo 44 anni e guarda al Quirinale. Un centrista molto mobile, un po’ a destra e un po’ a sinistra
La sua sincerità è nota, come la sua volatilità. «Ho cambiato sigle e schieramenti, ma io resto sempre un democristiano. Con grande orgoglio. La Dc è morta, ma i democristiani sono ancora vivi», disse qualche anno fa, prima di candidarsi, da indipendente, nelle fila del Pd, dopo aver militato per anni nel centrodestra berlusconiano. Pierderdinando Casini, altrimenti detto “Pierfurby”, sa che il Quirinale è una partita a scacchi a lenta cottura ma la volata si lancia da lontano, anche facendo un passo indietro. Come ha annunciato oggi sulle colonne del “Corriere della Sera”.
Casini e l’addio al Parlamento dopo 44 anni: obiettivo Quirinale
“Ho deciso: alle prossime elezioni politiche, dopo 44 anni, non mi ricandiderò. Lascio il Parlamento. Ritengo sia giunto il momento di cedere spazio a personalità più in sintonia con i partiti e con le coalizioni che si presenteranno agli elettori. Ringrazio tutti per la fiducia che m’è stata finora accordata. Mi fermo qui”, dice in un’intervista al ‘Corriere della sera‘ il senatore Pier Ferdinando Casini. 70 anni, in Parlamento dal 1983, sottolinea: “Qualcuno penserà che Casini ci ha messo un bel po’ prima di fermarsi. Io, con un sorriso, rispondo che probabilmente ha ragione. Fin da giovane, del resto, ho sempre creduto che la cosa più difficile, in politica, non sarebbe stato tanto arrivare o rimanere, anche se poi rimanere non è che si sia rivelato così facile: il passaggio realmente complicato sarebbe stato individuare il momento giusto in cui fermarsi”.
L’annuncio dopo una consultazione familiare
Della decisione, spiega, “ne ho parlato solo con i miei figli. Maria Carolina e Benedetta, le più grandi, avendomi sentito ripetere più volte l’intenzione di mollare, pensavano che anche stavolta non facessi sul serio. Ora, però, leggendo quest’intervista, capiranno che mi fermo davvero. Caterina e Francesco, che hanno sempre insistito affinché mi ricandidassi, nel nostro ultimo colloquio hanno invece convenuto che, sì, è giunto il momento di mettere un punto”. Quando gli si fa notare che tra due anni si rivota per il Quirinale e che era, e resta, uno dei candidati più accreditati, Casini osserva: “Come dimostra la storia della Repubblica, al Quirinale non ci si candida, si viene eletti”.
Quattro principali formazioni politiche, tre passaggi di partito e un percorso che lo ha portato dal centrodestra di Berlusconi al centrosinistra e al gruppo parlamentare del Pd. Nel 1994–2006 alleato di Silvio Berlusconi nel centrodestra, nel 2008 rompe con Berlusconi e si presenta con l’UDC autonomamente, nel 2013 sostiene Mario Monti e la coalizione centrista, nel 2018 viene eletto al Senato con il sostegno del centrosinistra, nella lista Civica Popolare, nel 2022: viene rieletto a Bologna nella coalizione di centrosinistra e aderisce al gruppo parlamentare PD–Italia Democratica e Progressista, da indipendente.