Durissimo attacco
Trump scarica Zelensky: “Crea solo problemi al mondo. È ora che gli ucraini abbiano un nuovo leader”
«È ora che l’Ucraina abbia un nuovo presidente». Il missile che vale più di una testata balistica parte dalla Casa Bianca sabato all’ora di pranzo (il tardo pomeriggio ora italiana). Il presidente Donald Trump ha messo Zelensky nel mirino dicendo che «è meglio che la smetta» di colpire la raffinerie russe.
Per Trump, Zelensky poteva mettere fine alla guerra «in molte occasioni e ha scelto di non farlo. È una guerra che sarebbe mai dovuta essere iniziata. Gli abbiamo detto che poteva fare quello che vuole, ma di evitare di colpire le raffinerie perché quello avrebbe causato un problema mondiale. Vuole creare problemi al mondo e ai nostri agricoltori con il diesel. Gli abbiamo detto di non colpire il gasolio russo, e cosa ha fatto? Ha colpito il diesel russo. È meglio cha la smetta».
Da qui la drastica soluzione individuata dal presidente americano per gli ucraini. «Suggerisco loro di trovare un nuovo leader che sappia concludere un accordo. Per qualche ragione lui non ci riesce mai», tuona Trump rispondendo alle critiche del presidente ucraino per l’accordo con Putin per la revoca delle sanzioni sul diesel russo.
“Zelensky ha perso un milione di persone e il 30% dell’Ucraina”
Trump ripete il suo concetto quando si parla del conflitto in questione. Se lui fosse stato presidente degli Stati Uniti nel 2022, «quella guerra non sarebbe mai iniziata. Non c’era motivo per cui quella guerra con l’Ucraina e la Russia dovesse scoppiare. È iniziata per incompetenza». Zelensky ha «perso il 30% dell’Ucraina e oltre un milione di persone, oltre due milioni sono state uccise. Questa è una guerra che non sarebbe mai dovuta iniziare. E penso che sia ora che l’Ucraina abbia un nuovo presidente».
Che Trump non fosse propriamente un fan di Zelensky si era capito dal primo incontro alla Casa Bianca, quando lo rispedì a casa dopo averlo rimproverato per l’abbigliamento non consono a una visita istituzionale. Già in passato aveva esternato in maniera molto caustica nei confronti del leader ucraino. Recentemente lo ha qualificato come dittatore, perché l’Ucraina non è ancora tornata al voto, nonostante il mandato presidenziale di Zelensky sia scaduto da oltre due anni. Kiev ha ribadito più occasioni che con una guerra in corso è impossibile lo svolgimento di regolari elezioni.
L’accordo di Trumo con Putin che ha irritato Kiev
Trump ha precisato ieri, 9 ottobre, che la Russia fornirà subito oltre 300 mila tonnellate, seguite da altre 500 mila a novembre e da un milione “subito dopo”. Altri 3 milioni di tonnellate arriveranno “in tempi brevi”. Si tratta di un’inversione di marcia dopo anni di pressioni statunitensi su Mosca ed è un tentativo di abbassare i prezzi dei carburanti prima delle elezioni di metà mandato. La decisione contrasta inoltre con la legge sulle sanzioni alla Russia, firmata il mese scorso dallo stesso Trump, che mirava a ridurre i proventi di petrolio e gas.
Zelensky ha scritto su X che Mosca “ha ringraziato” per la revoca delle sanzioni sul diesel sganciando cinque bombe plananti su edifici residenziali di Zaporizhzhia. Secondo il presidente ucraina, ogni attenuazione della pressione viene letta dalla Russia come il via libera a continuare la guerra.
Esulta invece Mosca. «Il presidente Trump si unisce ai molti che credono che l’Ucraina abbia bisogno di una leadership realmente focalizzata sulla pace, non sull’avventurismo bellico di Zelensky», ha scritto su X Kirill Dmitriev, inviato del presidente russo Vladimir Putin per la cooperazione economica.