Stop collaborazioni da Sanrio
Scoppia il caso “Vivant”, serie giapponese che offende Pechino. E La Cina se la prende anche con Hello Kitty
In Cina ogni motivo talvolta è buono per offendersi. Anche una rappresentazione che si considera sbagliata o offensiva riprodotta da un cartone animato. Così la “Sanrio”, società giapponese proprietaria del marchio Hello Kitty, ha annunciato la fine della collaborazione commerciale con «Vivant», serie televisiva giapponese al centro di forti polemiche in Cina per la rappresentazione di agenti cinesi che ricorrono a brutali torture contro una spia giapponese. L’azienda ha inoltre presentato le proprie scuse, dopo le critiche sollevate dai media statali cinesi e dagli utenti dei social network.
Hello Kitty simbolo nazionale
L’importanza che i giapponesi riconoscono alle anime e soprattutto a Hello Kitty è nota ed evidente quando si ha l’occasione di visitare il Giappone, dove la gattina con il fiocco rosa e il nasino giallo è di fatto una vera e propria icona nazionale. Quindi oltre alla delicatezza nel tutelare i rapporti con gli “asiatici della grande muraglia” c’è da scommettere che alla base della decisione della Sanrio ci sia anche l’obiettivo di non compromettere la credibilità e la forza di Kitty, emblema giapponese.
La partnership prevedeva una linea di prodotti con Hello Kitty e altri celebri personaggi del gruppo, tra cui My Melody e Cinnamoroll, vestiti come protagonisti della serie. Il merchandising ha attirato le contestazioni rivolte alla produzione televisiva, estendendo la controversia anche ai personaggi simbolo dell’azienda, conosciuti a livello internazionale.