Altro che progressisti
Ditelo alla sinistra, gli studenti serbi rivendicano il Kosovo. Il video dell’irruzione nella tv filogovernativa: “Chiedete scusa”
Una differenza sostanziale rispetto al governo Vucic è il mancato riconoscimento della regione autonoma da parte degli studenti. L'ex presidente diceva di adottare una linea simile ai vincitori, ma nel tempo ha adottato una linea politica compiacente per trovare accordi economici
Esteri - di Gabriele Caramelli - 28 Ottobre 2026 alle 19:11
Ci resterà male la sinistra italiana quando scoprirà che i giovani serbi della Lista studentesca, che hanno sconfitto il presidente Aleksandar Vucic alle elezioni, sono nazionalisti. Eppure, sin da subito, la segretaria del Pd Elly Schlein si era affrettata a congratularsi euforicamente con le nuove leve, decisamente lontane dal progressismo: «Gli studenti vincono, davvero. Un’ondata di partecipazione spazza via l’autocrazia. In Serbia un’affluenza straordinaria vede la vittoria della lista degli studenti contro Vucic».
Come lei, anche il leader pentastellato Giuseppe Conte, che ha esultato perché «in Serbia trionfano gli studenti». Non poteva mancare il commento del co-presidente di Avs, Angelo Bonelli, che li ha persino ringraziati per l’impegno. Sì, ma in piazza non c’era nessuna bandiera arcobaleno o palestinese, soltanto quelle nazionali, affiancate dalle croci cristiane ortodosse. Tra l’altro gli studenti serbi, che hanno stilato un programma composto da 11 punti, non hanno alcuna intenzione di riconoscere l’indipendenza del Kosovo e soprattutto vogliono mantenere una linea prudente per quanto riguarda l’adesione all’Ue. Dopo la vittoria, alcuni manifestanti hanno anche fatto irruzione nella sede televisiva di Informer a Belgrado, per richiedere le scuse dei giornalisti che avevano adottato una linea editoriale a favore di Vucic.
Ditelo alla sinistra italiana, gli studenti serbi nazionalisti non riconoscono l’indipendenza del Kosovo
«Chiedete scusa alla gente per tutte le menzogne che avete raccontato», hanno urlato i manifestanti che sono riusciti a penetrare nella sede di Informer. Anche la televisione della regione autonoma di Vojvodina ha ammesso le proprie colpe, con il conduttore Goran Eror che ha ammesso pubblicamente alcuni dettagli non indifferenti: «Abbiamo riportato gli eventi in modo unilaterale per anni». Poi ha aggiunto: «Per anni, non abbiamo adempiuto al nostro dovere. Siamo rimasti in silenzio, abbiamo chiuso un occhio, abbiamo riportato gli eventi in modo unilaterale e non abbiamo posto le domande necessarie. Per questo, dobbiamo delle scuse ai nostri telespettatori». Anche il direttore ad interim di RTV, Nenad Čačić, si è dimesso.
Altro che liberali e filoeuropeisti
Nel nuovo programma politico, gli studenti serbi richiedono una concentrazione particolare sulle riforme interne e sullo stato di diritto. Queste rivendicazioni, come ha riportato Avvenire, hanno fatto storcere il naso agli ambienti liberali e filoeuropeisti. Insomma, non ci sono evidenti tratti di continuità rispetto al governo di Vucic, che nel corso degli anni ha effettuato alcune manovre di avvicinamento all’Unione europea. Si tratta dunque di una differenza sostanziale tra i due schieramenti politici, che hanno abbracciato priorità diverse. Anche sul Kosovo, Vucic diceva di non riconoscerne l’autonomia, ma ha comunque applicato una linea di concessioni reciproche e accordi economici.
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